Prove di lavoro lunedì 23 aprile 2018 Registrazione Login

La prova di Cal 2 Riduci

Per ottenere il rilascio del CAL2 i soggetti debbono essere sottoposti con esito favorevole, ai seguenti esercizi:
Comportamento verso estranei inoffensivi.
Il cane deve rimanere tranquillo di fronte a persone inoffensive.
Su indicazione della giuria il conduttore cammina con il cane al guinzaglio allentato e senza dare ordini. Al passaggio di persone estranee inoffensive il cane deve rimanere tranquillo; così pure quando il conduttore avvicina o è avvicinato da estranei per stringere la mano, chiedere informazioni ecc Il cane non deve essere toccato. Si deve avere cura che a questo esercizio sia conferita la maggiore naturalezza possibile.
Indifferenza allo sparo
Per ogni cane vengono esplosi con successione quasi immediata due colpi di pistola (calibro 6) ad una ditanza di circa 20 mt. L'esercizio viene eseguito con il cane tenuto ad un guinzaglio allentato di circa 2 metri di lunghezza.
Difesa del conduttore
Un figurante munito di manica e di bastone flessibile è posto dietro a un nascondiglio o riparo all'uopo approntato. Il conduttore procede in avanti secondo le istruzioni della giuria avendo al proprio fianco sinistro il cane trattenuto per il solo collare. Allorchè conduttore e cane si trovano si trovano ad una distanza di circa dieci metri dal nascondiglio, sono improvvisamente aggrediti dal figurante che, su comando della giuria, esce dal nascondiglio stesso. Di fronte a tale minaccia il conduttore deve immediatamente lasciare libero il cane e incitarlo all'attacco. Il cane deve prontamente e decisamente reagire afferrando la manica del figurante e mantenendo, possibilmente, la presa sino al termine dell'esercizio. Durante l'azione il cane non deve essere colpito ma unicamente minacciato.
Il cane che non riesce a mantenere costantemente la presa della manica per tutta la durata dell'esercizio - purchè non a causa di palese timidezza - deve tuttavia mantenere un atteggiamento decisamente aggressivo nei confronti del figurante. L'esercizio termina su indicazione della giuria la quale, nel valutare l'esercizio stesso, non deve tenere in alcun conto la cessazione dell'attacco che non deve essere inutilmente prolungato poiché sono soprattutto prese in considerazione la decisione e la prontezza di reazione del cane di fronte alla minaccia. La paura, la mancanza totale di aggressività e di presa di manica, l'indifferenza, sonosempre considerati fattori altamente negativi.
COMANDI: "Attacca" - "Lascia" (facoltativo)


Aska seduta al piede Riduci

al lavoro a sei mesi Riduci

Protezione civile: una finta giornata d'emergenza.. Riduci
Vi racconto oggi, di una prova che Aska (il mio pastore belga malinois) ed io abbiamo tenuto, insieme al gruppo di ricerca a cui apparteniamo, in collaborazione con l'SVS (società volontari soccorso) e la protezione civile.
E' stata organizzata un'esercitazione che doveva simulare varie situazioni d'emergenza, e così creato un finto campo base e delle finte prove a cui dovevamo rispondere..
Ma iniziamo dal principio:
l'allarme è stato dato alle 16.43 del pomeriggio di sabato, quando ho ricevuto la chiamata.. Avevo già preparato il mio zaino da campo e quello da soccorso, molto più piccino. Mentre nel primo avevo messo un sacco a pelo, un cambio completo di abbigliamento perché pioveva, più attrezzature varie, nel secondo, più piccino e da portare spesso correndo, avevo riposto solo una corda molto lunga, per soccorrere eventuali persone cadute in dirupi o simili (poi in realtà si arriva sul posto e si chiamano i soccorsi, ma meglio esser pronti...), acqua per me ed Aska, premio per Aska al momento del ritrovamento, bussola, coltello multiuso da campeggio, torcia, doppio collare per Aska, garze, bende, disinfettanti, etc..
Ricevuta la chiamata, cominciava da parte dell'organizzazione, la valutazione del binomio Aska-Francesco. Siamo quindi saltati in macchina il più velocemente possibile, vestiti di tutto punto con i classici colori e modi della protezione civile, e poi, ci siamo recati più velocemente possibile (mamma mia speriamo non mi arrivino multe) sul luogo di appuntamento, da cui poi tramite i mezzi dell' Svs, siamo arrivati al campo base, organizzato poco distante da Livorno. Una volta entrati dentro il campo, si diventava come militari. Nessuno poteva più uscire o entrare senza permessi, senza rendere conto al proprio referente-capo squadra, manco per andare al bagno. Ci siamo così organizzati, abbiamo preso posto nelle tende opportunamente montate da altri e abbeverato i cani.. Nel campo non eravamo presenti solo noi cinofili, ma anche altri gruppi di protezione civile che come noi, erano chiamati a simulare dei soccorsi.
Il campo era pervaso dalle voci che uscivano dalle ricetrasmittenti.. Ad ogni comunicazione bisognava ripetere chiaramente "esercitazione Svs....identificarsi......testo del messaggio....esercitazione Svs" e tutto per non rischiare di essere intercettati da qualcuno che potesse pensare a reali incidenti...
In queste situazioni, ci sono sempre i Rambo del momento, quelli che hanno sempre sognato di essere protagonisti per un giorno, i palestrati da camera, che non toccherebbero mai due mattoni e un po' di calce per non rovinare la loro bella pelle immacolata e lucida, ma che sono gonfi e appaiono dei superman.  Li riconosci da lontano, petto in fuori e sorriso a 55 denti, come se dovessero sempre dire "finalmente, ora ci sono io".
La prima chiamata per il nostro gruppo arriva verso le 17.00. Delle persone erano rimaste ferite (per finta) sotto il crollo di un palazzo e dovevamo andare ad aiutare a trovare i dispersi sotto le macerie. Il nostro caposquadra sceglie quattro di noi, coi cani più calmi e precisi possibile. Partono due labrador, Bracco e Frida, Joy il beagle e Miura la nostra kurzaar, la più veloce. Tutti di corsa sul mezzo, ricetrasmittenti collegate col campo base, e via! Al campo rimango io come vice caposquadra e con due ricetrasmittenti in mano. Mi preparo dunque coi quattro cani rimasti, per organizzare una seconda emergenza, nel caso gli altri non fossero ancora tornati.. Faccio sistemare gli zaini nel secondo mezzo di soccorso, comincio a pensare a come disporre i quattro cani, Aki, Aska, Mina e Killer (pit bull dolcissimo in verità) nel caso di una seconda partenza. Nel mentre drizziamo le orecchie alla ricetrasmittente, ansiosi di sapere come se la stanno cavando i nostri colleghi "al fronte"... Dopo un po' sentiamo le radio comunicare "esercitazione..gruppo cinofilo...ultimo disperso ritrovato....si torna alla base..." e tutti esultiamo!  Dietro ognuna di queste prove, di questi giochi, c'è stato tanto lavoro dietro, ore e ore passate nel bosco a cercare, zanzare e insetti vari sulla pelle, pioggia e sole a volontà, dunque anche noi siamo abbastanza su di giri. Intanto il secondo mezzo fa in tempo a tornare e noi non siamo stati chiamati... Il tempo scorre  e restiamo tutti là in attesa a vedere gli altri gruppi che partono e ritornano dalle loro prove. Tanti altri ragazzi col nostro stesso entusiasmo ma nulla mi commuove di più, dell'intesa tra cane e padrone dei nostri, mi spiace per gli altri :-)
Si avvicina l'ora di cena e arriva la seconda chiamata per il nostro gruppo. Un cacciatore e sua moglie si sono persi nel bosco. Anche se può sembrare inutile parlare di dettagli come maschi o femmine, cacciatore o bambino, in realtà la simulazione prevede ogni dettaglio. Un cacciatore disperso dunque, avrà potuto percorrere molta strada nel bosco, a differenza di uno che si è fatto male andando a fare trekking, che quasi sicuramente avrà scelto percorsi meno accidentati, o di un bambino, che non sarà andato molto lontano.. Saltiamo sul secondo mezzo Aska ed io, Miura ed Emiliano di nuovo, Aki il pastore tedesco con Giovanni e Mina con Daniela. Corriamo su per le strade con Emiliano che si diverte come un matto sui tornanti.. Giungiamo sul luogo dell'ultimo avvistamento e facciamo prendere la traccia ai cani intorno alla macchina, poi ci dividiamo le zone secondo una strategia. Due persone coi cani seguono la traccia, due scandagliano il terreno a caso. Ormai è buio e servono le torce. Nel mentre gli osservatori, disposti su tutto il terreno, annotano i nostri comportamenti, non privi di errori. Dopo un po' sento urlare "trovato-.trovato..." e così il primo disperso è stato recuperato.... ma non dai nostri, bensì dai gruppi a piedi, che erano partiti insieme a noi-... (delusione e arrabbiatura al tempo stesso! Non potevano togliersi di mezzo anziché inquinarci la pista con tanti odori? Infatti, in questi casi di simulazione, con tanta gente che calpesta la pista, è quasi più difficile che nella realtà...).. Manca la moglie del cacciatore... Con Aska continuiamo a sondare il terreno, torniamo alla macchina di corsa e cerchiamo un oggetto della donna, ripartiamo. Dopo un po' secondo avvistamento, Aki l'ha trovata.  I due cacciatori feriti vengono caricati sulle barelle da persone anche loro in prova come noi e tutti torniamo verso i mezzi di soccorso stanchi e anche incavolati per diversi motivi.  Stiamo per ripartire ma uno dei barellieri si accorge di aver dimenticato il cucchiaio (sorta di barella in acciaio) nel bosco. Accidenti, col buio non ci voleva. Di solito quando ci sono cose spiacevoli e faticose da fare, su pendii, trai rovi, scarpate, etc...chi parte alla ricerca? A Gigi viene sempre in mente il nome  "Francesco " (ed Emilio...per la verità).
Torniamo quindi con Aska nel bosco, che seguendo la traccia lasciata dagli altri arriva presto al cucchiaio.  Il barelliere si è evitato una seconda lavata di capo, e noi almeno qualcosa, anche se inanimato, abbiamo trovato...
Torniamo al campo base dove gli altri sono tutti curiosi di sapere come è andata quindi raccontiamo e poi andiamo a mangiare il pasto caldo preparato per il gruppo. Dopo aver fatto riposare e bere anche i cani ce ne andiamo a dormire nei sacchi a pelo con un occhio ed un orecchio sempre aperto. Alle cinque del mattino, pensavamo peggio, arriva un'altra chiamata. Due persone che facevano trekking non sono tornate a casa. Ripartiamo in quattro, i più giovani indicativamente.. Aska, Miura, Frida il Labrador, e Killer...
Arriviamo sul posto dell'ultimo avvistamento e facciamo di nuovo prendere la traccia dalla macchina dei due escursionisti.. Scandagliamo il terreno e questa volta li ritroviamo. Emiliano e Miura per la precisione, che avevano avuto il pezzo dove realmente si erano smarriti. Io ed Aska nel mentre, avevamo battuto tutta la collina a fianco, evidenziando che non c'era nessuno.  Stavolta, primo grosso errore del gruppo.  Abituati a fare il nostro solo lavoro di ricerca, ci siamo dimenticati di fingere il soccorso ai due dispersi che erano sdraiati per  terra e aspettavano. Siamo quindi tornati dai due per chiedere come stavano, se avevano dolori particolari, se potevano alzarsi, etc... Insomma..tutto il lavoro che normalmente spetta ad altri, ma in caso di emergenza dobbiamo saper prestare anche noi cinofili.
Mentre torniamo al mezzo di soccorso, sentiamo dalla ricetrasmittente che anche il nostro secondo gruppo è stato chiamato, questa volta in un altro posto poco distante da noi.. Saltiamo quindi sul mezzo e andiamo ad aiutarli... Mina e Daniela quando arriviamo, avevano già trovato un disperso. Cerchiamo gli altri tre o quattro che si sarebbero smarriti nel bosco, di età varie. Ci dividiamo il bosco e Aska ed io cominciamo la nuova perlustrazione. Dopo un po' il secondo disperso viene ritrovato, e poi più nessuno, quindi comunichiamo che secondo noi il lavoro è finito.  In effetti ci avevano messo solo alla prova, e i dispersi reali erano solo due, ma volevano vedere se eravamo in grado di capirlo da soli.
Stanchi e rotti, torniamo al campo base. Nel mentre piove. Entriamo tutti nella tenda e cominciamo una nostra riunione interna per parlare dei problemi riscontrati.. Ognuno dice la sua, sia per quanto riguarda la ricerca e i problemi tecnici, che quelli veniali, come il fatto che il cane di qualcuno svegliasse tutti la notte, che un altro facesse rumore, etc, etc... Non ci sono solo problemi di cani in un gruppo cinofilo, ma problemi di socializzazione di persone,  come accade tutti i giorni. Persone risentite un po' per non essere state scelte a soccorrere, persone stanche perché non volevano correre per tutto il bosco. Insomma, di tutto un po'.
Alle nove viene dato il cessato allarme e possiamo tornare alle nostre case. Aska ed io dopo un po' siamo di nuovo con tutti gli altri 19 cani che aspettano al cancello, e anche loro vorrebbero sapere come è andata forse, ma si limitano ad abbaiare. I cuccioli mi tirano la tuta arancione, Aska mi guarda perennemente innamorata, ma è così da quando aveva trenta giorni solo  che non ci si abitua mai :-) e anche io seppure non abbia trovato nessun disperso, ma solo fatto un lavoro di equipe, sono soddisfatto. Una doccia caldissima e una prima colazione finalmente, e poi m'infilo nel letto per un paio d'ore, poi si torna al solito lavoro d'allevamento... pulire, preparare i pasti, coccolare, accudire, programmare, e adesso "scrivere a voi".

Pit di Stefano Rizzi, padre di Maia e Briseide, durante un attacco! Buon sangue non mente! Riduci

Buona la prima! Riduci

In una bella giornata di sole, ieri, 29\10\2006, abbiamo portato i nostri giovani Corsi, alla loro prova per il Cal2, in provincia di Milano.. Dopo la sveglia alle quattro del mattino e l'aver accudito tutti gli altri affidandoli alla mia preziosissima sorella, ci siamo diretti verso la nostra destinazione. Tre ore ed eravamo lì, con un tempo ancora estivo e 24° C di temperatura... Non eravamo voluti andare la sera prima a provare il campo, come oggi si usa fare nel mondo del lavoro, perché sinceramente non lo ritenevamo necessario. Il Cal 2 è un test attitudinale di livello minimo, e come tale dovrebbe essere affrontato, senza una preparazione ossessiva, ma con minime basi, di modo da poter conoscere davvero il nostro cane. Le difficoltà consistono principalmente nel carattere della razza oggi, ahimè, poco reattiva, e nel fatto che il cane si trova in un ambiente nuovo, un po' spaesato, e deve difendere il proprietario dall'attacco di un figurante sconosciuto che presumibilmente ha atteggiamenti e maniere diverse da quello conosciuto dal cane (quello di ieri per es. era mancino, e i nostri cani si sono trovati a dover mordere la manica per la prima volta da un'altra parte).  Non avevamo dubbi sulla prestazione di cui fossero capaci, ma come sempre accade il giorno di un esame, si stringono le dita...perché non si sa mai...ed essere bocciati è doppiamente brutto, quando l'esame è facile.. Torniamo in ogni caso alla nostra cronaca!  Siamo stati fortunati anche al sorteggio, perché capitati coi numeri 2-4-6, e abbiamo quindi avuto modo di tirare il fiato tra una prova e l'altra.  Alle due del pomeriggio, alla presenza del giudice Delucchi, figurante Giambattista Colombo, ha iniziato Maia.. Nessun problema con l'indifferenza allo sparo e gli estranei inoffensivi (la vita di branco e la socializzazione fatta, si fanno sentire). Poi con la presa sul collare, mi sono diretto verso il nascondiglio, dal quale a una decina di metri, è uscito il figurante.. Maia è partita di slancio sotto mio incitamento, al suo attacco.. Un po' presa dal caldo, o forse dalla manica posta a destra, si è fatta scivolare la prima presa, ma ripartendo  forte alla carica con una seconda ha fermato il morso; il figurante l'ha trasportata per un po', fingendo una minaccia col bastone.. Approvata ha detto il giudice! Tecnicamente non ha eseguito una buona prova di morso, ma ha dimostrato sicurezza e determinazione nell'attacco, che ha continuato dopo la prima defaillance stringendo a bocca piena e facendo chiaramente capire il suo carattere.. Peccato per l'errore, che da lei tra l'altro era inatteso, forte com'è, ma va bene così... La prima è andata...

Al quarto turno sono entrato con Aiace.. Il nostro torello non si è scomposto minimamente per gli estranei né per lo sparo, ma quando ha visto il figurante è partito spedito e ha morso sicuro a bocca piena, in quello che forse è stato il miglior morso della giornata.. Bene ancora...

Mancava Briseide.. Non dotata del coraggio degli altri due fin da cucciola, Brie è stata per così dire "allenata" bene.. Non ho mai negato a me stesso o agli altri, che non apprezzi del tutto il suo carattere, perché l'ho sempre trovato un po' timido. Tuttavia, nel corso del tempo ha tirato fuori gli artigli, e ha fatto capire che quando vuole, anche lei "c'è tutta"! Tra l'altro la sua innata diffidenza, le ha dato un morso fortissimo; lei la manica, la stritola letteralmente! Così quando entra nei campi verdi, capisce al volo cosa dovrà fare e va su di giri...come ieri.. Ha passato le prove di indifferenza col capo alto, cercando il figurante, e quando l'ha visto ha spiccato una rincorsa verso il suo amato gioco, che ha stretto forte cercando di sbatacchiarlo... Approvata anche lei!

Nel resto delle prove di Cal 2, il 50% dei rimanenti partecipanti (tutti neri...eravamo gli unici ad avere cani, oltre che di differente tipo, di altri colori), tre su sei, non passavano la prova per manifesta indecisione e paura della minaccia, nessuno falliva per aggressività sugli estranei o per paura dello sparo.

Così, pur non avendo realizzato chissà che cosa, abbiamo fatto un piccolo passo avanti verso il nostro ideale di Corso, dimostrando un po' del carattere di tutti e tre i  nostri giovani cani, alla loro prima prova.  Dal momento che uno dei prossimi accoppiamenti previsti poi, è quello di Maia con Aiace, avremo modo di scegliere nella loro cucciolata, qualche elemento che prometta anche meglio dei genitori e continuare nel nostro lavoro.


Il Certificato di attitudine al lavoro C.A.L. 2 Riduci

Commenti sul CAL2 Riduci

La prova di CAL 2 è un test attitudinale creato per scremare i cani con scarsa o nessuna capacità reattiva a uno stimolo offensivo, da quelli che posseggono almeno qualche minimo senso del coraggio e di reattività; quelli nervosi inutilmente da quelli saldi di nervi. Inutile prendersi in giro, non si tratta altro che di una "piccola" prova, confronto a quello di cui dovrebbe essere capace di dimostrare un cane.  Infatti per superarla bisogna solamente che il soggetto non sia aggressivo verso estranei inoffensivi, non abbia reazioni di paura allo sparo, e difenda il conduttore da un tentativo di aggressione simulato da un figurante che esce improvvisamente da un nascondiglio. Tuttavia questo test, se pur non utile per chi voglia dedicarsi al lavoro come disciplina, è valido per gli allevatori, per iniziare a dare un minimo di impronta caratteriale ai cani utilizzati in riproduzione. Infatti, per colpa di una cinofilia  governata dalla bellezza e dal commercio di cani come oggetti, spesso si assiste a scene indecorose nei campi di lavoro, offerte da cani appartenenti a razze che vengono spacciate come forti.

Pur essendo questo test attitudinale conseguibile pure dai pastori belgi, solamente quelli del settore bellezza finiscono per parteciparvi, mentre i belga da lavoro stretto, come i nostri malinois, non vengono mai sottoposti a questa prova caratteriale, ritenuta da molti proprietari "di spessore ridicolo".

Nel mondo del Cane Corso invece, non riesco nemmeno io a capire sinceramente, quale sia la situazione reale. Questa razza è stata attraversata dal momento della sua nascita, da tante e tali diatribe, da così tante divisioni trai suoi sostenitori, che viene difficile concentrarsi su un solo problema e metterlo a fuoco. Non si riesce a capire prima di tutto, in che misura sia corretto sottoporre una razza nata per la guardia o la sorveglianza di animali, a una prova di difesa. Molti sono i Cani Corso infatti, che pur essendo di carattere mite in mille occasioni, si dimostrano validissimi difensori della famiglia e della proprietà; molti sono anche i proprietari di questi cani, che non avendo mai cercato un cane per fare dello sport, non sottopongono il loro beniamino a questi tests. Poi ci sono le divisioni tra chi ha voluto e crede in un Cane Corso moderno, più leggero, sportivo (solo prognato come da standard, tollerando la tenaglia), e chi invece non vuole perdere i cani di un tempo, con ossature più importanti, maggiori diversità-varietà estetiche, che ammette tutti i tipi di chiusura, preferenziando l' ortognata (assegnando al prognatismo un semplice ruolo di comparsa).  Queste due fazioni, finiscono per opporsi non solo sulla base di uno standard che è nato "stridendo" fin dall'inizio, ma in definitiva, anche per ciò che concerne il carattere del cane. Se è vero infatti, che il Corso moderno che non piace e non viene riconosciuto da molti, è figlio della cinofilia ufficiale, e che solo questa ne ha permesso l'esistenza, per "i tradizionalisti" è anche contro di essa che bisogna lottare, in tutte le forme, partendo con l'astenersi dalle prove di bellezza e di lavoro, fino ad arrivare a proporre di non dichiarare più la nascita dei cuccioli, rinunziando al pedigree. Come si può dunque, in una razza che ha visto il suo riconoscimento avvenire solo nel 1994, parlare di "carattere del Corso" in considerazione dei cani che partecipano al Cal2? Le linee di sangue, si stanno differenziando così tanto, tra quelle da bellezza-prognate e quelle rustiche-spesso ortognate, che stiamo per assistere quasi a una scissione di fatto, dato che la maggior parte degli allevatori dell'una o dell'altra fazione, si rifiuta di utilizzare in riproduzione, cani dei due tipi insieme. I "modernisti", sostenitori dello standard, hanno voluto e ottenuto una nuova razza canina da esporre, da commerciare, hanno lavorato per una decina d'anni sull'estetica (da fondare completamente) e maggiormente si sono concentrati sull'analisi delle patologie ereditarie (displasia dell'anca).  Gli oppositori dello standard, si sono legati invece a un vecchio tipo di Cane Corso, meno omogeneo, con tutte le sue diversità, e purtroppo, in molti casi, anziché organizzarsi e cercare di lavorare per "sfiduciare" l'antagonista, si sono scoraggiati e non hanno controllato sistematicamente le malattie ereditarie, non hanno pensato ad organizzare prove di lavoro. Si sono opposti punto e basta, senza proporre uniti e in maniera costruttiva. A tutto questo aggiungiamo anche che, come è sempre avvenuto storicamente, esistono ancora molti proprietari nel Mezzogiorno d'Italia, che custodiscono i loro Cani Corso rustici così gelosamente, da impedirne la visione, l'utilizzo, e per tanto che impediscono anche di attingere a un materiale genetico prezioso.

Io ho cominciato a seguire cucciolate di questa razza intorno all'anno 2000 e da allora sono andato maturando una serie di convincimenti e di idee.. Penso che sia vero che il Cane Corso partisse come cane "dal sangue misto" (per motivi storici...con mastini abruzzesi, levrieri italiani, etc..), e che sia stato meticciato anche in seguito, da alcuni per renderlo "da standard", da altri...per motivi personali suppongo, o che ignoro.  Non ho la certezza che nemmeno nelle linee di sangue in mio possesso, non vi sia "qualcosa sotto"; posso solo dire, di non aver mai avuto prove di tali meticciamenti a riguardo, e di non averne mai fatti, quindi, di avere la coscienza a posto (motivo per cui sono favorevole alle prove del Dna e ho consentito il prelievo di campioni da tutti i miei cani per un confronto). Il tipo di Cane Corso che allevo e posseggo, è innanzitutto un cane che piace a me personalmente. Non allevo cani per gli altri! Li faccio nascere prima di tutto per me stesso, poi se li gradiscono anche altre persone, mi fa piacere, ma non è questo il mio stimolo di partenza! Non allevo di certo per lo standard! Mi piace vedere Cani Corso dalla forte ossatura, che ricordino la loro parentela col Mastino Napoletano, cani dal fiero cipiglio! Non sopporto i cani che hanno il muso troppo corto, anche se questo è quadrato, perché quasi sempre hanno grosse labbra pendule e sbavano, sono prognati, russano e respirano peggio di quelli che amo, col muso bello largo ma un po' più lungo. Amo le teste larghe, ma non in termini solo di percentuale rispetto al muso, bensì in senso assoluto! Le proporzioni da standard hanno fatto vincere qualche coppetta a molti, ma alla fine il cane quant'era alto? quant'era larga la sua testa? le sue ossa? Apprezzo il lavoro sistematico di ricerca delle patologie ereditarie che svolgono "i professionisti" della cinofilia, e in questo caso che hanno svolto i modernisti allevatori da passerella, ma mi sembra che ci sia stato qualche intoppo o qualcosa che non ha funzionato nel verso giusto, perché adesso la razza dev'essere controllata anche per problemi cardiaci, di cui mai aveva sofferto (Boxer, Bullmastiff?), e perché se tanto mi dà tanto, a una presenza in esposizione, doveva seguire una forte presenza anche in campo di lavoro... Come mai invece, si vedono pochissimi Cani Corso moderni iscritti ai brevetti dell'Enci che ha fatto approvare il loro standard? Quest'ultimo, non parlava solo di proporzioni e misure, ma anche di carattere.. C'era tutta una lunga e affascinante premessa storica da leggersi, non solo quello che faceva comodo! Ne deduco quindi, che il lavoro sistematico sia stato svolto soprattutto "per vendere", o che di questa razza si siano impossessati solo padroni smidollati e pigri.. Allora se da un lato sono dalla parte della modernità, perché penso che le razze non possano rimanere "statiche" come sono state create, se posso capire che debbano essere anche piacevoli alla vista, oltre che utili, e che si debbano evolvere, sane e di buon carattere, magari imparando a svolgere anche qualche funzione per la quale non erano nate, come la difesa, d'altro canto, nel vedere a cosa sono approdati oggi "i modernisti", non posso altro che fare un passo indietro e distaccarmi. Ritorno verso il passato, mi tengo e mi riprendo un tipo di Cane Corso che sia un vero mastino, in ogni senso, e cerco da questo punto di partenza, di rifare tutto quel lavoro di selezione sulla salute e il carattere che in questa decina d'anni altri hanno svolto in un modo che non apprezzo completamente. Per questo sono favorevole al confronto sia nei rings di bellezza che sui campi di lavoro, mettendo questi ultimi al primo posto però, perché un cane senza carattere non ha senso secondo me. Gli animali non devono nascere per essere oggetti, merce da tappezzeria, bambolotti da box, ma devono avere una propria personalità, devono rappresentare degnamente la razza e il loro allevatore...

 


Regolamenti prove (documenti scaricati dal sito dell'Enci) Riduci
 TitoloProprietarioCategoriaData modificaDimensioni (Kb) 
Ricerca in superficieFrancesco Mostacci 30/10/2006148,93Download
Utilità e difesaFrancesco Mostacci 30/10/200670,22Download
Prove in tana per terrierFrancesco Mostacci 04/11/200696,48Download
AgilityFrancesco Mostacci 30/10/2006296,56Download
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