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Arriva la riproduzione selezionata! Riduci

Finalmente è stata introdotta per una serie di razze (quelle da più tempo riconosciute almeno), la riproduzione selezionata! Che cosa si intende con ciò?

Per distinguere nella marea di cani con pedigree (la cui riproduzione non viene assoggettata a nessuna regola da parte degli allevatori, e per differenziare questi stessi che lavorano professionalmente e con senso etico, da tutti quelli che non lo fanno, in particolare molti privati), quelli più validi, sono state imposte dai clubs di razza e dall'enci, una serie di sbarramenti, di prove, che i riproduttori la cui progenie potrà essere giudicata "selezionata", dovranno superare. Questo permetterà un distinguo trai cani di valore e gli altri, che non avranno superato tali prove o non vi saranno stati sottoposti, e consentirà anche ad acquirenti ignoranti in materia, di avere maggiori garanzie sulla salute e validità del loro cane.

Le regole variano per le razze, ma consistono in un test morfologico da superare in esposizione, con la soglia del molto buono o dell'eccellente, con prove caratteriali variabili a seconda della razza, e con una serie di requisiti medici, tra cui l'esenzione da displasia dell'anca, e l'ammissione per certe razze fino al grado "C" (non potranno essere ammessi però alla riproduzione selezionata, i cuccioli figli di entrambi genitori con grado C, quindi almeno uno dovrà avere il grado B-A), mentre per altre solo ai gradi A-B. Per le varie razze ci sono poi altri requisiti, come l'esenzione da displasia del gomito o l'accettazione fino al grado 1, l'esenzione da patologie retiniche, cardiache, cistinuria, etc..etc..

Importante anche, al fine di evitare l'eccessiva consanguineità, il fatto che i cuccioli dovranno avere i 4 nonni diversi, e non sarà quindi permesso accoppiare con parenti che siano più vicini del 4° grado di parentela.

I cani appartenenti alla riproduzione selezionata avranno un pedigree di colore diverso, e gli allevatori che vi aderiranno saranno riconoscibili. Dovrà inoltre essere depositato il loro DNA, esaminato tramite prelievo biologico.

Per saperne di più scaricate il documento che vi proponiamo a fianco  e tratto dal sito dell'Enci ( http://www.enci.it )


Aska aspetta il suo turno paziente.. Riduci

da @nmvioggi, l'informazione veterinaria on line Riduci

CANI, SELEZIONE GENETICA CAUSA PATOLOGIE
14-02-2006 14:42
 
“La sindrome dei cani-bambola” è il titolo di un’ inchiesta pubblicata oggi dal quotidiano Repubblica dedicato alla selezione genetica dei cani di razza. In occasione del Kennel Club Dog Show in corso al Madison Square Garden di New York, il giornale si occupa di selezione genetica e malattie: 400 razze e 350 patologie ereditarie. Il tema sarà ripreso questa sera dal TG5 con un servizio dedicato ai “cani-bambola” e con il parere di Laura Torriani, Segretario ANMVI. “ I cromosomi della bellezza- si legge nell’articolo di Elena Dusi- selezionati dagli allevatori si portano dietro anche quelli relativi a determinate malattie ereditarie. Così alle 400 razze circa conosciute oggi ineriscono 350 patologie genetiche, dalle difficoltà respiratorie dei bulldog e dei pechinesi (provocate dal muso schiacciato) ai tumori delle ossa dei cani di grandi dimensioni fino all’atrofia della retina per i setter irlandesi o l’artrosi delle zampe posteriori dei pastori tedeschi. La maggior parte di queste malattie sono dovute a mutazioni genetiche di tipo recessivo e quindi si manifestano solo raramente. Ma l’abitudine di alcuni allevamenti di incrociare cani dalla parentela troppo stretta le ha rese comunque evidenti, tanto che nel 2004 la sezione britannica del Kennel Club ha avviato uno screening genetico dei cani di razza e delle loro malattie. Obiettivo: avere un quadro più chiaro del legame fra selezione spinta e rischi per la salute degli animali.” L’articolo abbina alcune razze alle rispettive patologie. Pechinese: difficoltà respiratorie a causa del muso piatto, Pastore tedesco: problemi di locomozione alle zampe posteriori, Pointer: si ammala frequentemente di linfoma, Bulldog: difficoltà respiratorie a causa del muso piatto, Boxer: il sistema cardiocircolatorio è particolarmente delicato, Dobermann: il suo sangue soffre di coagulazione imperfetta, Labrador: la razza pura si accompagna a malformazioni scheletriche delle anche, Setter irlandese: problemi alla vista con alta incidenza all’atrofia della retina, Dalmata: con l’età tende ad essere colpito da sordità. ( Repubblica, 14/02/2006)


al lavoro nella protezione civile con Aska Riduci

La nostra Kora mostra tutti i segni dell'evoluzione della razza Cane Corso sulle passerelle... Oltre alla sua altezza non superiore ai 60 cm al garrese, la testa e l'occhio sono chiaro indice di ????.. non lo sappiamo, ma a questo noi diciamo Basta! Riduci

I denti di Kora non possono costituire "quello che ci ha lasciato la storia", un morso da cane da presa. Oltre ad essere prognata, gli incisivi sono piccolini e mai potrebbero nuocere.. Riduci

anche i canini di Kora, molto distanziati, non appartengono alla storia della razza, bensì alla degenerazione che ha colpito altre in cui il prognatismo è la norma... Riduci

Il testo dalla gazzetta ufficiale Riduci

IL MINISTRO DELLA SALUTE
  Visto  il  regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;
  Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
  Visto  l'art.  10 della Convenzione europea per la protezione degli
animali  da  compagnia,  approvata  a Strasburgo il 13 novembre 1987,
firmata anche dall'Italia;
  Vista  la  legge 14 agosto 1991, n. 281, legge quadro in materia di
animali  d'affezione  e  prevenzione  del  randagismo, in particolare
l'art.  1 che stabilisce che lo Stato promuove e disciplina la tutela
degli  animali  d'affezione, condanna gli atti di crudelta' contro di
essi e favorisce la corretta convivenza tra uomo ed animale;
  Visto   il  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri
28 febbraio  2003,  che  ratifica  l'accordo  6 febbraio  2003 tra il
Ministro  della salute, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano  in  materia  di  benessere  degli  animali  da  compagnia  e
pet-therapy;
  Considerato  che l'uso di collari elettrici o altri congegni atti a
determinare  scosse  o  impulsi  elettrici  sui  cani procura paura e
sofferenza  e puo' provocare reazioni di aggressivita' da parte degli
animali  stessi,  l'impiego  di  tali  strumenti  si  configura  come
maltrattamento  e chiunque li utilizzi e' perseguibile ai sensi della
legge 20 luglio 2004, n. 189;
  Visti gli episodi di aggressione alle persone da parte di cani;
  Ritenuta   la   necessita'  e  l'urgenza  di  adottare,  in  attesa
dell'emanazione  di  una  disciplina  normativa  organica in materia,
disposizioni cautelari a tutela della salute pubblica;
                               Ordina:
                               Art. 1.
  1. Sono vietati:
    a) l'addestramento inteso ad esaltare l'aggressivita' dei cani;
    b) l'addestramento  inteso  ad  esaltare  il  rischio di maggiore
aggressivita'   di  cani  appartenenti  a  incroci  o  razze  di  cui
all'elenco allegato;
    c) qualsiasi  operazione  di selezione o di incrocio tra razze di
cani con lo scopo di sviluppare l'aggressivita';
    d) la  sottoposizione  di  cani  a  doping,  cosi'  come definito
all'art. 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376;
    e) gli  interventi chirurgici destinati a modificare l'aspetto di
un cane, o finalizzati ad altri scopi non curativi, in particolare:
    i) il taglio della coda;
    ii) il taglio delle orecchie;
    iii) la recisione delle corde vocali;
  2.  Il  divieto  di  cui  al punto 1 lettera e) non si applica agli
interventi curativi necessari per ragioni di medicina veterinaria.

Da:

 http://www.gazzettaufficiale.it/guri/atto_fs.jsp?sommario=true&service=0&expensive=0&dataGazzetta=2007-01-13&redazione=07A00167&numgu=10&progpag=1&sw1=0&numprov=0


Finalmente! Dal quotidiano dell'associazone italiana Medici Veterinari, Anmvioggi Riduci

L’Ordinanza 12 dicembre 2006 oltre a disciplinare la materia dell’aggressività canina, introduce alcuni divieti, valevoli per tutti i cani, ispirati a principi e disposizioni sulla tutela animale oggi frammentati in diversi atti normativi e regolamentari. L’Ordinanza premette infatti di intervenire con urgenza, “in attesa dell'emanazione di una disciplina normativa organica in materia". I divieti riguardano il doping, l’uso dei collari elettrici e gli interventi chirurgici per il taglio della coda, delle orecchie e per la recisione delle corde vocali. I riferimenti normativi sono: la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia; la legge 14 agosto 1991 n. 281 in base alla quale “ lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d'affezione, condanna gli atti di crudelta' contro di essi e favorisce la corretta convivenza tra uomo ed animale"; l’Accordo MInSal-Regioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy. “ Considerato che l'uso di collari elettrici o altri congegni atti a determinare scosse o impulsi elettrici sui cani procura paura e sofferenza e puo' provocare reazioni di aggressivita' da parte degli animali stessi, l'impiego di tali strumenti si configura come maltrattamento e chiunque li utilizzi e' perseguibile ai sensi della legge 20 luglio 2004, n. 189”. Pertanto, l’ordinanza dispone all’articolo 4 che : “l'uso di collari elettrici o altri congegni atti a determinare scosse o impulsi elettrici sui cani procura paura e sofferenza e puo' provocare reazioni di aggressivita' da parte degli animali stessi. Pertanto l'impiego di tali strumenti si configura come maltrattamento e chiunque li utilizzi e' perseguibile ai sensi della legge 20 luglio 2004, n. 189”. E’ vietata la sottoposizione di cani a doping, - cosi' come definito all'art. 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376- e sono vietati: gli interventi chirurgici destinati a modificare l'aspetto di un cane, o finalizzati ad altri scopi non curativi, in particolare: il taglio della coda; il taglio delle orecchie; la recisione delle corde vocali. Il divieto relativo a questi interventi “non si applica agli interventi curativi necessari per ragioni di medicina veterinaria”.

 

Fonte: http://www.anmvi.it/anmvioggi/scheletro_approfondimento.php?codnotizia=5949


Aiace, uno sguardo al futuro.. Riduci
Aiace uno sguardo al futuro

Documenti Riduci
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La riproduzione selezionataFrancesco Mostacci 13/12/2006181,05Download

da @nmvi oggi, l'informazione veterinaria on line Riduci

SARDEGNA: NO ANTIRABBICA
28-07-2006 14:49
 
I cani che vanno in Sardegna non sono più soggetti alla vaccinazione antirabbica obbligatoria. Lo ha dichiarato il Ministero della Salute rispondendo ad una lettera di chiarimenti inviata dall'ANMVI. Nella risposta del Ministero si legge, infatti:" Poichè il territorio italiano è indenne da rabbia dal 1995 e la citata ordinanza ( ordinanza ministeriale 27 settembre 1963 ) si intende superata dal regolamento comunitario 998/2003, direttamente applicabile, si ricorda che i cani che si muovono nell'ambito del territorio nazionale non necessitano di vaccinazione antirabbica". Il documento del Ministero definisce così in modo estremamente chiaro una situazione che negli ultimi tempi aveva lasciato dubbi ed interpretazioni diverse.
 


Dal quotidiano online @nmvioggi, l'informazione veterinaria on line Riduci

Al Comitato Nazionale di Bioetica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la caudotomia e la conchectomia appaiono prima facie eticamente non lecite in nome del principio bioetico di "non maleficenza" che sancisce l’obbligo morale di evitare sofferenze e di non arrecare danno ad alcun essere vivente che possa provare dolore. Il documento Caudotomia e Conchectomia licenziato il 5 maggio dal CNB apparentemente non lascia margini di dubbio. Il Comitato si richiama alla Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia del 1987 (firmata ma non ratificata dall’Italia), che all’articolo 10 vieta tassativamente tali pratiche: gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non curativi debbono essere vietati, in particolare: a) il taglio della coda; b) il taglio delle orecchie; c) la recisione delle corde vocali; d) l’esportazione delle unghie e dei denti. Lo stesso articolo 10 della Convenzione però autorizza eccezioni solamente se un veterinario considera un intervento non curativo necessario sia per ragioni di medicina veterinaria, sia nell’interesse di un determinato animale. Per i cani, prosegue il documento del CNB, il taglio della coda e delle orecchie a fini meramente estetici è da ritenersi un danno in senso proprio, in quanto non giustificato né dal conseguimento per essi di alcun significativo beneficio (come si avrebbe, ad es., nel caso di un’operazione, quale l’amputazione di un arto, terapeuticamente necessaria per la sopravvivenza ) né dal rispetto di una tradizione, la quale (anche se potrebbe apparire in qualche misura consolidata) va riferita a canoni estrinsecamente estetici e oggi sicuramente discutibili, privi comunque di rilevanza dal punto di vista bioetico e ampiamente contestati anche nell’ambito dell’unica professione sanitaria che si occupa direttamente del benessere animale e cioè la veterinaria. La stessa Fédération Cynologique Internationale prevede un doppio standard estetico proprio in considerazione di quei paesi membri ove la caudotomia e la conchectomia sono vietate.


Il testo integrale da " http://www.governo.it/bioetica/testi/caudotomia_conchectomia.pdf " Riduci

Presidenza del Consiglio dei Ministri

COMITATO NAZIONALE PER LA BIOETICA

Caudotomia e Conchectomia

5 maggio 2006

Al Comitato Nazionale per la Bioetica è giunta da parte del rag. Alberto Veronesi,Presidente degli Allevatori Cinotecnici Italiani, la richiesta di parere "se sia da considerarsi lecito il taglio della coda e delle orecchie (caudotomia e conchectomia) nelle razze canine i cui standard di razza lo prevedano, così come da tradizione, considerata la nuova normativa sul benessere animale, nonché quella prevista per i maltrattamenti a loro carico".

Il CNB ha riflettuto sul quesito a partire dalle diverse prospettive bioetiche che sono presenti al proprio interno in ordine alla definizione del corretto rapporto uomo/animale. Queste prospettive, per quanto diverse, non hanno mai impedito al Comitato di giungere a conclusioni ampiamente condivise, se non unanimi, quando, in altre occasioni, esso ha preso posizione su temi di grande rilievo bioetico come quelli affrontati nei documenti: Sperimentazione sugli animali e salute dei viventi (17 aprile 1997), Bioetica e scienze veterinarie. Benessere animale e salute umana (30 novembre 2001), Macellazioni rituali e sofferenza animale (19 settembre 2003) e Problemi bioetici relativi all’impiego di animali in attività correlate alla salute e al benessere umani (21 ottobre 2005). I membri del CNB hanno infatti sempre condiviso l’opinione che gli animali meritino attenzione e rispetto da parte dell’uomo e che l’eventuale subordinazione dei loro interessi a quelli degli esseri umani non debba essere banalmente e frettolosamente presupposta, ma vada attentamente e coscienziosamente argomentata. Il Comitato è sempre stato ed è unanime nel condannare come bioeticamente ingiustificabile ogni forma di crudeltà nei confronti della vita animale.

Al CNB la caudotomia e la conchectomia appaiono prima facie eticamente non lecite in nome del principio bioetico di non maleficenza che sancisce l’obbligo morale di evitare sofferenze e di non arrecare danno ad alcun essere vivente che possa provare dolore. Per i cani, il taglio della coda e delle orecchie a fini meramente estetici è da ritenersi un danno in senso proprio, in quanto non giustificato né dal conseguimento per essi di alcun significativo beneficio (come si avrebbe, ad es., nel caso di un’operazione, quale l’amputazione di un arto, terapeuticamente necessaria per la sopravvivenza ) né dal rispetto di una tradizione, la quale (anche se potrebbe apparire in qualche misura consolidata) va riferita a canoni estrinsecamente estetici e oggi sicuramente discutibili, privi comunque di rilevanza dal punto di vista bioetico e ampiamente contestati anche nell’ambito dell’unica professione sanitaria che si occupa direttamente del benessere animale e cioè la veterinaria.

In alcuni casi, questi interventi vengono giustificati a fini di prevenzione di problemi sanitari prevalentemente collegati alla necessità di correggere, in alcune razze canine particolari, specifici difetti o patologie. Né appare priva di spessore l’osservazione contenuta nel quesito, per la quale la caudotomia può, in alcuni casi, eliminare il rischio di incidenti, piuttosto frequenti tra anziani e bambini, causati dalle code molto mobili e potenti dei molossoidi. Queste circostanze, tuttavia, non fanno che spostare il problema bioetico più a monte e impongono di riflettere su diverse questioni: sull’opportunità di acquisire, come animali da compagnia, razze di cani non adatte al rapporto con bambini o anziani, oppure su quella di selezionare – magari per venire incontro a discutibili richieste diffuse nella collettività –,

razze canine che esigono drastici interventi terapeutici sugli stessi animali al fine di garantire loro sufficienti condizioni di benessere. Al riguardo, il CNB ritiene che il problema delle razze sofferenti, cioè di quelle razze i cui esemplari convivono o hanno maggiore probabilità di convivere per tutta la vita con alterazioni fisiche che ne condizionano sensibilmente lo stato di benessere, costituisca un questione di ampie dimensioni, meritevole di una trattazione più approfondita cui il Comitato intende dedicarsi al più presto ex professo. Si ribadisce comunque che, da un punto di vista sanitario, evitare le amputazioni preserverebbe i cani dai traumi di un intervento chirurgico. A parere del CNB, in tutti questi casi un elemento chiave è rappresentato dalla figura del medico veterinario che dovrebbe giocare un ruolo di mediazione e di tutela degli interessi animali, e questo specialmente se in presenza di un contrasto tra benessere animale e interessi umani che potrebbe apparire ineliminabile. Come già affermato nel documento Bioetica e scienze veterinarie. Benessere animale e salute umana, il medico veterinario è garante del rispetto delle leggi che mirano a salvaguardare il benessere degli animali, ed è portavoce dei loro bisogni e punto di riferimento per tutti coloro che hanno a che fare con gli animali, sia di affezione che da reddito. La valutazione di quei casi del tutto eccezionali in cui caudotomia e conchectomia potrebbero essere moralmente giustificate, richiede quindi sempre e comunque la consulenza del medico veterinario il quale, in virtù della propria professionalità e delle conoscenze scientifiche che ha acquisito, agisce promuovendo un progetto complessivo di "partnership" responsabile tra uomo e animale.

Pur non essendo il CNB organo deputato alla formulazione di pareri legali ma soltanto di pareri etici, giova qui menzionare, sul piano legislativo, la Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, approvata nel 1987 dal Consiglio d’Europa e firmata anche se non ratificata dal nostro Paese. Essa, recependo sostanzialmente il ‘principio del danno’ su richiamato, all’art. 10 vieta tassativamente tali interventi. 1 Si tenga anche conto che, ad es., la stessa Fédération Cynologique Internationale prevede un doppio standard estetico proprio in considerazione di quei paesi membri ove la caudotomia e la conchectomia sono vietate.

2 Art. 10 INTERVENTI CHIRURGICI

1. Gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri

scopi non curativi debbono essere vietati, in particolare:

a) il taglio della coda;

b) il taglio delle orecchie;

c) la recisione delle corde vocali;

d) l’esportazione delle unghie e dei denti.

2. Saranno autorizzate eccezioni a tale divieto solamente:

3

Infine, nella richiesta di parere si solleva la questione della sterilizzazione degli animali anche nel senso di metterne a confronto le conseguenze negative e il rilievo bioetico rispetto a caudotomia e conchectomia. Il CNB riconosce che la sterilizzazione comporta indubbiamente una mutilazione assai più grave della caudotomia e della conchectomia: un atto non solo invasivo, ma suscettibile di determinare alterazioni del comportamento, che deve quindi essere considerato con estrema attenzione per ogni singolo animale coinvolto, e posto in essere solo dopo aver esaminato, caso per caso, i vantaggi e gli svantaggi dell’intervento, sempre avvalendosi della consulenza del medico veterinario anche ai fini della valutazione del rischio di insorgenza di possibili patologie uterine o mammarie. Tale mutilazione, tuttavia, può ritenersi giustificabile sotto diversi profili, in particolar modo nel caso di cani non riconducibili a un proprietario o a un detentore. All’interno di un’etica della responsabilità, appare infatti doveroso per l’uomo farsi carico dei complessi problemi innescati dalla convivenza con gli animali e prevenire i danni sanitari e sociali causati dalla sovrappopolazione animale. Né va dimenticata, in un’ottica sociale, la gravità del fenomeno del randagismo, che determina pericoli per la salute umana, un potenziale aumento della sofferenza animale e una lievitazione dei costi che potrebbe ripercuotersi sulle stesse condizioni di vita che la società può e deve garantire ai cani randagi e/o abbandonati.

L’obbligo della sterilizzazione, previsto per i cani randagi dalla legge quadro 281/1991 e dalle successive leggi regionali, è nato proprio dalla necessità di elaborare una politica di controllo delle nascite e di migliore distribuzione delle risorse. Fenomeno del randagismo che comunque dovrebbe indurre anche i proprietari o detentori di cani a un’attenta gestione della vita riproduttiva dei propri animali, al fine di non incrementare il numero degli abbandoni determinati da cucciolate indesiderate e di difficile collocazione. Tali giustificazioni bioetiche e sociali riguardanti la sterilizzazione – salvo che nelle situazioni eccezionali sopra richiamate – non sussistono, invece, per il taglio della coda e delle orecchie, pratiche che provocano sofferenze inutili e che sono per lo più determinate da mode e consuetudini non più tollerabili per chi sia attento al benessere animale e, ad avviso del Comitato, non giustificabili anche alla luce dell’evoluzione della sensibilità giuridica in materia.

a) se un veterinario considera un intervento non curativo necessario sia per ragioni di medicina veterinaria, sia nell’interesse di un determinato animale;

b) per impedire la riproduzione..

 a) gli interventi nel corso dei quali l’animale proverà o sarà suscettibile di provare forti dolori debbono essere effettuati solamente in anestesia e da un veterinario o sotto il suo controllo;

b) gli interventi che non richiedono anestesia possono essere praticati da una persona competente in conformità con la legislazione nazionale.

3 Per le stesse ragioni già espresse riguardo alla caudotomia e alla conchectomia, l’intervento di sterilizzazione non può mai essere giustificato da futili motivi.

4 Nel caso degli animali di proprietà valgono infatti anche ulteriori considerazioni che rimandano a più ampie questioni relative al rapporto uomo / animale d’affezione e alla problematica del consenso informato in veterinaria.


da Repubblica Riduci

ESTERI.

In fin di vita sei animali che scavarono tra le macerie delle Torri
Colpiti dal cancro, ora si teme anche per i pompieri
Ground Zero, la strage dei cani
Malati gli "eroi a quattro zampe"
Dal nostro inviato VITTORIO ZUCCONI

WASHINGTON - Non hanno chiesto aumenti di stipendio e neppure medaglie, anche se qualcuna sul muso gli è arrivata comunque, ma non avevano chiesto neppure di morire, i cani dell'11 settembre che a centinaia accompagnarono gli uomini tra le rovine delle Torri Gemelle, eppure questo è il premio che stanno ricevendo. Stanno morendo di brutte malattie fatali provocate dai fumi tossici che dal braciere di Ground Zero emanavano, amianto, piombo, mercurio, cloro, e che i pastori tedeschi e i rottweiler, i labrador e i doberman, i golden retriever e tutti i loro cugini di indifferente ma entusiatico pedigree aspiravano per ore ingordamente, perché erano cani. E dunque hanno sviluppato prima degli uomini, nel metabolismo accelerato della loro più breve vita, quei mali che oggi, dopo appena un anno, li stanno uccidendo e che domani potrebbero uccidere gli agenti e i pompieri che li accompagnavano.

Racconta una leggenda dei Nativi Americani, una delle tante, che uomini e animali, creati insieme, furono separati da una fessura aperta nella terra e che di tutte le bestie soltanto il cane, dopo qualche esitazione, saltò il canyon e scelse di vivere dalla parte di noi uomini. Una scelta che la mattina dell'11 settembre portò almeno trecento di loro, al guinzaglio di agenti di polizia, vigili del fuoco, squadre di soccorso del Fema, la protezione civile, a buttarsi tra i rottami di due grattacieli sbriciolati per cercare vite che quasi mai trovarono. Ma le loro storie, la storia di Servus, il pastore Malinois che lavorò per 8 ore tra le rovine, ebbe un arresto cardiaco, fu resuscitato da medici che lo distesero su un letto da campo accanto a un poliziotto ferito e tornò subito ad annusare freneticamente, la storia di Sunny Boy, il Doberman Pinscher che trovò uno dei pochi superstiti in una bolla d'aria che gli uomini avevano ignorato e oltrepassato, la storia di Brutus, il pastore tedesco che si bruciò le zampe come un Pinocchio vero saltando su una trave di acciaio incandescente per seguire la traccia di un uomo, divennero capitoli della saga dell'11 settembre, con la commozione e la tenerezza che soltanto gli animali, o i bambini molto piccoli, sanno distillare.

Ora Servus e Brutus e Sunny Boy, e molti altri sono morti, uccisi a 10 anni, 9 e 12 anni, da tumori alle vie respiratorie che i ricercatori epidemiologici sospettano siano stati il prodotto delle polveri e dei fumi che aspirarono con i loro nasi instancabili. Sono stati talmente tanti i cani dell'11 settembre uccisi da malattie pochi mesi più tardi, che la facoltà di Veterinaria della University of Pennsylvania a Filadelfia e il centro radiologico diagnostico per animali di Vienna, in Virginia, hanno deciso di studiare a fondo la strage dei cani e vedere se la loro mortalità sia sporporzionatamente alta rispetto ai loro simili negli stessi gruppi di età. La ragione, come sempre quando si tratta di rapporto fra uomini e cani, è naturalmente egoistica: si tratta di stabilire, su questo campione vivente di creature che sviluppano in tempi molto più rapidi le stesse patologie dell'uomo, se anche i loro accompagnatori potranno in futuro subire le stesse conseguenze e quindi prevenirle.

Ne sono morti almeno sei, nei 14 mesi dopo l'11 settembre, e probabilmente molti altri, perché tra i cani in servizio, tra i "poliziotti" e i "vigili" con la coda ufficialmente arruolati, c'erano anche diecine di cagnoni privati, che soccorritori e volontari si erano portati dietro per annusare, per aiutare o semplicemente per fare quello che i cani fanno benissimo, dare qualche conforto ai padroni nelle ore angosciose e deprimenti della ricerca inutile fra i detriti. La dottoressa Cinthya Otto, che guida la ricerca della U-Penn, l'università della Pennsylvania, cercherà di censirli e di seguirli tutti, perché almeno rendano l'ultimo servizio a noi umani, e servano da cavie, da segnali d'allarme, per salvare in futuro qualche vita, come i canarini in miniera. Scrisse Mark Twain che se in paradiso si entrasse davvero per merito e non per favore divino, i cani entrerebbero e noi resteremmo tutti fuori. Se aveva ragione, il paradiso sarà particolarmente affollato, dopo l'11 settembre del loro sacrificio su un altro rogo della bestialità umana. Non fiori né opere di bene, se volete entrarci anche voi, ma carezze e biscottini

(3 dicembre 2002)

 

http://www.repubblica.it/online/esteri/americani/americani/americani.html


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