Cane Corso venerdì 19 gennaio 2018 Registrazione Login

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La storia...Gli inizi e il nome

Il Cane Corso, come si è arrivati a questa razza? Da dove proviene il suo nome? Quali sono le mansioni per le quali è stata plasmata dall'uomo? Il significato del termine Cane Corso, nessuno sa con certezza da dove derivi..Alcuni sostengono che l'etimologia della parola debba risalire all' impiego nelle antiche corti pretoriane romane, e quindi dal latino "cohors-cohortis" "guardia del corpo" , indicando dunque, il tipo di cane che accompagnava in battaglia i legionari.. Altri fanno risalire il termine sempre dal latino, ma in riferimento a un impiego in contesto rurale, sempre da cohors, ma inteso come cane da cortile,  per indicare il cane che custodiva  la domus...C'è poi chi ritiene che la parola possa derivare dal linguaggio del Galles prima e celtico poi  "Cors" nel senso di "rozzo-duro" per indicare il cane nel suo temperamento, nelle mansioni che svolgeva, nel tipo di pelo persino, duro  e con sottopelo,  "di vacca".. Per molti altri linguaggi, come nel provenzale ("Corsus" )o nel dialetto di molti paesi del Mezzogiorno, la parole Cors indica la robustezza, ed è dunque forse in riferimento all'aspetto imponente che il nostro beneamato, deve il suo nome..

 

 

 

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L'evoluzione...

Qualunque sia l'etimologia del termine, a noi piace pensare che tutti questi significati abbiano contribuito al nome della razza, e difatti di tutti questi parleremo...Che i cani accompagnassero i guerrieri in battaglia, è notizia storica.. In particolare cani di tipo molossoide, bardati come gli stessi combattenti, con collari a punte di ferro e protetti da sorta di armature, venivano scagliati sul nemico al fianco delle prime linee... Servivano perciò animali indomiti, resistenti al dolore, dallo spiccato senso del combattimento, pesanti come struttura per poter affrontare un corpo a corpo contro esseri di stazza maggiore della loro.. In questo scenario, nell'antica Roma, trovò molto probabilmente collocazione, un tipo di molosso derivato sembra, da quello del Tibet, e incrociato con razze autoctone. Se si guardano infatti le raffigurazioni dell'epoca e le sculture, si troveranno coi nostri attuali Cani Corsi molte analogie morfologiche.. Utilizzato il progenitore dell'attuale Cane Corso probabilmente come un'arma, ebbe modo nei secoli successivi, di divenire un animale più "familiare", per quanto il significato dell'epoca fosse ben diverso da quello di oggi giorno.. Evolvendosi le metodologie della guerra, i cani certamente trovarono minor impiego nella battaglia e così si dovettero adeguare a una vita un po' meno pericolosa, ma non per questo meno frugale e dove il loro temperamento non serviva... Il tipo di  Cane Corso cominciò così a differenziarsi in più linee, a seconda di chi lo possedeva e dell'utilizzo che ne faceva e per cui quindi, lo selezionava... I ricchi con molta probabilità lo utilizzavano più come guardiano e nella caccia alle grosse prede, che il nostro mastino afferrava tra le fauci e teneva strette fino alla morte o finché il colpo di grazia non veniva inferto dal cacciatore.. I meno ricchi se ne servivano per ogni esigenza, e quindi avevano cani più duttili e più differenziati... La taglia poteva variare a seconda del tipo di caccia che si preferiva, a piccoli o grossi mammiferi (tassi, cinghiali, cervi..), a seconda della vastità del terreno che il cane doveva tenere sotto controllo (cani di mole più grossa erano adatti a spazi minori e dovevano per lo più incutere timore col loro aspetto, fungere quindi da deterrente, mentre cani di taglia inferiore si muovevano più agevolmente e con minor fatica, dunque potevano sorvegliare anche grandi spazi, aiutare nella custodia delle greggi contro i lupi, nella caccia, etc....). Ho appena usato il termine mastino, riferendomi al nostro Cane Corso, perché sembra che così fosse anche nominato.. A quei tempi non c'era il concetto di razza esistente oggi, e così i cani venivano chiamati genericamente secondo la loro funzione. Nessuno si sognava allora, di non andare ad accoppiare un buon cane da presa con un altro buon cane da presa, solo per il fatto che uno era nato in una regione e uno in un'altra o che erano di diverso aspetto.. A quel tempo c'era molta più sete di apprendere, di raggiungere il meglio, non ci si sentiva perfetti, non si badava a cuccioli da vendere per il loro semplice lato estetico.. Se un cane non era valido nel lavoro, non serviva, e quindi faceva una brutta fine.. Si ricercava solo il cane che "rendeva" di più.. In un certo senso l'uomo non è cambiato molto, perché anche oggi si ricerca solo il cane che rende di più, ma oggi esiste internet, oggi c'è un vasto pubblico che ti può ascoltare, che può essere anche "ingannato", e così molti commercianti trovano facile gioco nel vendere animali senza spina dorsale, non nati casualmente, ma ricercati spesso (i cani docili stanno più facilmente in box, senza creare problemi) o fatti deliberatamente nascere solo per il considerare l'aspetto estetico.. Oggi pochi cani devono assolvere al loro dovere di guardiani, accompagnare i padroni nelle attività rurali, fargli da scorta, proteggere gli armenti... Il valore dei cani così, non sostituito da nuove attività dove serva intelligenza e forza, si sta deteriorando, per lasciare posto al mondo delle medicine, al mondo della plastica, degli artifizi... Rendiamo le nostre razze delle buffe caricature di un essere vivente, le riempiamo di pelle per il divertimento di vederle accattivanti, senza tener conto delle micosi.. Le riempiamo di grasso o le facciamo troppo alte, senza tener conto del peso sulle articolazioni, dello stress causato al cuore, della respirazione.. E così purtroppo, anche il Corso è entrato in questo polverone della cinofilia moderna..anche lui è stato reso una caricatura del lontano e battagliero progenitore; gli è stata data una testa bella quadrata, ma a dispetto della sua canna nasale..che per far prima, è stata accorciata..come quella di un boxer.. Nel suo sangue scorrevano spesso anche quello del mastino abruzzese o del levriero italiano, razze incrociate con la nostra, un po' per caso, per vita quotidiana a contatto, un po' per necessità..per creare il Mezzocorso, un cane più resistente alle intemperie perché col pelo più fitto, oppure per creare "lo straviere", un Corso più portato per la caccia e più leggero per gli inseguimenti.. Oggi si vedono Corsi simili ai Boxer, in particolare le femmine, simili ai Dogue de Bordeaux o agli alani, ma che beneficio gli hanno portato queste razze? nessuno, solo le loro patologie di animali stressati dal business e svuotati di personalità da molto più tempo..

 

 

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Il riconoscimento

Pur dovendo essere questo il capitolo della gloria, il capitolo da cui in poi, si sarebbe dovuto iniziare a selezionare la razza con rigore scientifico ed estetico perché no, è divenuto invece un triste momento nel cuore dei veri corsisti.. Come ormai è riconosciuto da tutti, senza il benché minimo effetto sullo standard vigente, ci si trovò ad un certo punto con un grave problema: il cane corso stava scomparendo, non era più così diffuso, o forse, pensiamo noi, stava rimanendo al di fuori della cinofilia ufficiale e questo non stava bene a qualcuno (ma questo non vuol dire scomparire...). Qualche studioso cominciò ad interessarsene più intensamente sin dagli anni "70, e cercò di recuperare qualche linea rustica per portare avanti un discorso d’allevamento inteso in senso moderno.. C'era però molta disomogeneità trai soggetti; differenze di taglia, di mantello, di colori, di testa persino, con tipo di dentatura a forbice, tenaglia, forbice rovesciata e pure qualche prognato presupponiamo.  L'unica cosa ben presente nell'immaginario delle persone, era il Corso visto  come un cane terribile, coraggioso, irrefrenabile. Per alcuni era il cane dei mafiosi e camorristi, che se ne servivano per proteggersi e per incutere paura; per altri era il cane dei macellai, tramite il cui utilizzo i tori e le vacche più ostili venivano ammansite, con poderosi morsi al musello e vicino alle orecchie; poi c'erano anche i cani da pagliaio, quelli che venivano lasciati, soli o insieme ad un custode, a guardia dei raccolti appena mietuti.. Insomma, il corso da regione a regione, incuteva molto rispetto, se non paura e questa forse era la cosa più  in comune tra i tanti soggetti che popolavano le nostre campagne... Si dovette perciò provvedere a dei censimenti, alla raccolta di foto, e si dovette "scegliere", perchè una razza è una scelta, è fissata da parametri contenuti in uno standard, e dunque tutto non si può tenere, altrimenti non avremmo tutte le razze che conosciamo, ed esisterebbe solo "il cane"(potremmo anche non temere la diversità, siamo sicuri che sarebbe peggio?).  Tra i nomi di coloro che operarono in tal senso, ne voglio ricordare solo due, che ho potuto conoscere personalmente o telefonicamente, e che mi sono parsi degni di stima: il dott. Flavio Bruno, e il dott. Paolo Breber. Non dico con questo che altre persone non furono importanti per il recupero e riconoscimento della razza, ma preferisco, nel marasma di questo mondo, tacere laddove non sono certo.. Cosa accadde ad un certo punto? che nel sangue del nostro beneamato, scorrendo anche lo stesso del suo cugino, il mastino napoletano, vi fu un problema di eccessiva somiglianza.. Non si poteva presentare una razza che appariva una versione leggera del mastino campano, e così, presupponiamo, si scelsero trai Cani Corsi trovati, quelli, rari peraltro, che avevano una particolarità che non era ammessa nello standard dell'altra razza (a quei tempi...): il leggero prognatismo. Questi non è altro che una patologia dell'apparato masticatorio, che può comparire in qualunque specie animale, uomo compreso. Non è funzionale a niente, dato che in natura non esistono esempi di animali naturalmente prognati, ed anzi, quando esagerata come caratteristica, può portare numerosi problemi di masticazione, respirazione, etc... Tuttavia, a qualcosa servì per coloro che la volevano: il riconoscimento da parte dell'enci-Fci, perchè fu possibile a quel punto redigere uno standard, il quale recitava ad un certo punto, che in nessuna parte il Cane Corso doveva ricordare il mastino napoletano, e dal momento che la testa è il maggior segno di tipicità di una razza, proprio lì fu s-colpito il nostro beneamato. La storia della ricostruzione della razza è minuziosamente riportata nel libro di Casolino-Gandolfi, e qui si può leggere come gli incroci furono ripetutamente effettuati tra consanguinei, allo scopo logicamente, di fissare il più possibile quella caratteristica che avrebbe permesso di avere un nome ufficiale, che avrebbe aperto le porte al commercio di una nuova razza italiana, e avrebbe consentito di agire in trasparenza... o almeno così sarebbe dovuto essere, ma in realtà molti dicono, e anche alcuni giudici avrebbero confermato, ci furono dei quasi certi meticciamenti del Cane Corso con altre razze! Non bastava infatti accoppiare in consanguineità per fissare il prognatismo e non veder perduto il riconoscimento.. La razza si stava rimpicciolendo e indebolendo, e così, probabilmente, ma non si potrà dimostrarlo più in molti casi, furono immesse razze in cui il prognatismo era ben fissato, come il boxer e poi chi più ne ha più ne metta.. Dogue de bordeaux, Bullmastiff, alani per ridare taglia... Non si tratta insomma, di una bella pagina della storia del Corso, ma dato che ormai è stata scritta e raccontata da tutti, al mondo intero, non ci rimane che prenderne atto e riniziare a selezionare, cavando quel che di buono può esserci rimasto ancora nei nostri cani, o salvando quel che è rimasto intatto...miracolosamente.. Io credo a prescindere da questo, che ogni selezione debba partire da dei canoni fondamentali, che prima del mantenimento della storia, sono la salute ed il carattere.. Meglio un cane incrociato ma sano, piuttosto che un pezzo di storia marcio.. Logicamente con  questo non voglio difendere gli imbrogli, ma credo ci siano dei casi in cui (finchè almeno non si procederà a una mappatura sistematica del dna dei cani) sia molto difficile avere certezze e ad un certo punto sia anche inutile indagare più di tanto..Insomma, seppur non mi piaccia il prognatismo, l'esclusione del colore bianco, il rimpicciolimento della taglia, seppure io cerchi in selezione di andare verso dentature a forbice, cani di aspetto abbastanza imponente,  non mi pare che debba essere fatta una lotta selvaggia solo a una patologia, non tenendo di conto gli altri problemi dei cani.. Guardiamo il cane in bocca, ma non guardiamolo solo lì! Non voglio far menzione delle associazioni di razza, dei problemi nati e legati a queste; chiunque cammini per la propria strada allevando con amore per i suoi animali, desiderandoli sani e curandosene sino alla fine dei loro giorni, mettendone in risalto le qualità non solo estetiche ma anche caratteriali, ha la mia stima, a prescindere dalla bandiera di cui esso sia..

 

 

 

 

 

 

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Lo standard, un quadro di com'era Basir

Nonostante non si guardi allo standard come a un oracolo, riteniamo che possa servire riportarlo qui, a quanti volessero leggere un'attenta descrizione del dott. Morsiani, del cane preso a prototipo di Cane Corso: Basir.

A noi piace pensare che il Cane Corso sia anche altro..ma questo è quanto, e come già detto sopra, non solo di denti è fatto il Cane Corso!

Tratto dal sito dell'enci: http://www.enci.it/razze/

 

Standard del  Cane Corso

Brevi cenni storici

E' discendente diretto del "canis pugnax" (molosso) romano del quale rappresenta la versione leggera impiegata per la caccia alla grossa selvaggina e quale ausiliare bellico. Per secoli è stato prezioso compagno delle genti italiche che lo hanno utilizzato per la guardia della proprietà e del bestiame, per la caccia e per la difesa personale. Diffuso un tempo in tutta la Penisola, come una vasta iconografia e storiografia testimoniano, ha trovato un'ottima isola di conservazione in Puglia, Lucania e Sannio. Deve il suo nome al latino "Cohors" che significa guardia, protettore.

Aspetti generali della razza

Cane di mole medio-grande, fortemente costruito ma elegante, con muscoli potenti e lunghi, molto distinto, esprime forza, agilità e resistenza. La conformazione generale è quella di un mesomorfo il cui tronco è più lungo dell'altezza al garrese; armonico rispetto al formato (eterometria) e disarmonico rispetto al profili (alloidismo).

Proporzioni importanti

La lunghezza del tronco supera l'altezza al garrese dell'11% circa. La lunghezza totale della testa raggiunge i 3,6/10 dell'altezza al garrese. La lunghezza del muso corrisponde ai 3,4/10 della lunghezza totale della testa. L'altezza del torace è di 5/10 dell'altezza al garrese e corrisponde all'altezza dell'arto al gomito.

Comportamento del carattere

Intelligente, energico ed equilibrato, è ineguagliabile cane da guardia e da difesa. Docile ed affettuoso col padrone, amante dei bambini e della famiglia, diviene se necessario difensore terribile e coraggioso delle persone, della casa e della corte. E' facilmente addestrabile.

Testa

Brachicefala. La sua lunghezza totale raggiunge i 3,6/10 dell'altezza al garrese. La larghezza bizigomatica, pari alla lunghezza del cranio, è superiore alla metà della lunghezza totale della testa, raggiungendo i 6,6/10 di tale lunghezza. Gli assi longitudinali del cranio e del muso sono tra loro leggermente convergenti. Il perimetro della testa, misurato agli zigomi, è anche nelle femmine più del doppio della lunghezza totale della testa. La testa è moderatamente scolpita con arcate zigomatiche protese all'esterno. Pelle consistente ma piuttosto aderente ai tessuti sottostanti, liscia ed abbastanza tesa.

Regione cranica

Cranio

Largo e lievemente arcuato visto di fronte, in profilo disegna una curva irregolare che, accentuata nella sottoregione frontale, si appiattisce aboralmente lungo la cresta saggitale esterna. La sua larghezza è pari alla lunghezza e corrisponde ai 6,6/10 della lunghezza totale della testa. Visto dall'alto è di forma quadrata per la protrusione all'esterno delle arcatate zigomatiche e per l'insieme delle potenti fasce muscolari che lo fasciano. Le bozze frontali sono ben sviluppate e sporgenti in avanti, la fossa frontale è profonda e il solco mediano è visibile. Cresta sopraoccipitale non troppo evidenziata. Fosse sopraorbitali (conche) marcate ma leggermente.

Stop

Molto marcato per le bozze frontali molto sviluppate e sporgenti in avanti e per gli archi sopraciliari rilevati.

Regione facciale

Tartufo

Sulla stessa linea della canna nasale. Visto di profilo non deve sporgere sul margine verticale anteriore delle labbra ma trovarsi, con la sua faccia anteriore, sul medesimo piano verticale della faccia anteriore del muso. Deve essere voluminoso, piuttosto piatto superiormente, con narici ampie, aperte e mobili. La pigmentazione è nera.

Muso

Molto largo e profondo. La larghezza del muso deve pressoché‚ eguagliare la sua lunghezza che raggiunge i 3,4/10 della lunghezza totale della testa. La sua profondità supera del 50% la lunghezza del muso. Il parallelismo delle facce laterali del muso e la ripienezza e larghezza del corpo della mandibola fanno sì che la faccia anteriore del muso sia quadrata e piatta. La canna nasale è rettilinea e piuttosto piatta. Il profilo inferiore-laterale del muso è dato dalle labbra superiori. La regione sottorbitale mostra un lievissimo cesello.

Labbra

Piuttosto consistenti. Le labbra superiori, viste di fronte, determinano alla loro disgiunzione una "U" rovesciata e, viste di lato, si presentano moderatamente pendenti. Commessura moderatamente evidente e che rappresenta sempre il punto più basso del profilo laterale inferiore del muso. Il pigmento è nero.

Mascelle

Molto larghe, robuste e spesse con lievissimo raccorciamento della mascella superiore e conseguente leggero prognatismo. Le branche della mandibola, molto forti, sono in profilo piuttosto ricurve. Il corpo della mandibola, ben accentuato in avanti, bene evidenzia il mento marcato. Gli incisivi sono impiantati in linea retta.

Guance

Regione masseterina piena ed evidente ma non ipertrofica.

Denti

Bianchi, grandi, completi per sviluppo e numero. Gli incisivi inferiori sorpassano leggermente (circa 1/2 cm) i loro corrispondenti dell'arcata superiore, perciò ne deriva una chiusura leggermente prognata.

Occhi

Di media grandezza rispetto alla mole del cane, in posizione sub-frontale, ben distanziati tra loro. Rima palpebrale ovaleggiante, bulbi oculari leggermente affioranti palpebre aderenti con margini pigmentati di nero. Gli occhi non devono lasciare scorgere la sclera. Nittitante fortemente pigmentata. Iride quanto più possibile scura in relazione al colore del mantello. Sguardo intelligente e vigile.

Orecchi

Di media grandezza in rapporto al volume della testa e alla mole del cane, ricoperti di pelo raso, di forma triangolare, con apice piuttosto appuntito e cartilagine spessa, inseriti alti, cioé molto al di sopra dell'arcata zigomatica, larghi alla base, pendenti, aderenti alle guance senza raggiungere la gola. Sporgenti alquanto all'esterno e lievemente rilevati nel loro punto di attacco, vengono portati semieretti quando il cane è attento. Vengono abitualmente amputati a forma di triangolo equilatero.

Collo

Profilo superiore

Leggermente convessilineo.

Lunghezza

Circa 3,6/10 dell'altezza al garrese e cioé pari alla lunghezza totale della testa; forma: Di sezione ovale, forte, molto muscoloso, con distacco della nuca marcato. Il perimetro a metà lunghezza del collo è circa 8/10 dell'altezza al garrese. Armoniosamente fuso con garrese, spalle e petto il collo ha la sua direzione ideale a 45° rispetto al suolo ed ad angolo pressoché retto con la spalla.

Pelle

Il margine inferiore del collo è praticamente privo di giogaia.

Tronco

Compatto, robusto e muscolosissimo. La sua lunghezza supera l'altezza al garrese dell'11%, con una tolleranza di ± 1.
Linea superiore: Regione dorsale rettilinea con lieve convessità lombare.

Garrese

Si eleva nettamente sul piano dorsale e supera il livello della groppa. E' alto, lungo, largo asciutto e si fonde armoniosamente col collo e col dorso.

Dorso

Il dorso è ampio, muscoloso, come tutta la linea superiore del tronco, lievemente rampante dall'indietro in avanti e a profilo rigorosamente retto. La sua lunghezza raggiunge il 32% dell'altezza al garrese.

Lombi

La regione lombare è corta, larga, ben, raccordata con dorso e groppa, molto muscolosa, solidissima e ha profilo leggermente convesso. La sua lunghezza, di pochissimo superiore alla larghezza, corrisponde al 20% dell'altezza al garrese.

Groppa

Lunga, larga, alquanto rotondeggiante per il grande sviluppo delle masse muscolari. La sua lunghezza, misurata dalla punta dell'anca alla punta della natica, corrisponde al 32% dell'altezza al garrese. La sua larghezza media al 23% della altezza al garrese. La sua inclinazione sull'orizzontale secondo la linea ileo-ischiatica è di 28°/30° e dalla punta dell'anca all'inserzione della coda di 15°/16°. Risulta perciò lievemente inclinata.

Petto

Largo, ben disceso e aperto, con muscoli pettorali molto sviluppati. La sua larghezza, in stretto rapporto con l'ampiezza del torace, raggiunge il 35% dell'altezza al garrese. Il manubrio dello sterno si trova allo stesso livello della punta delle spalle. Di profilo il petto è ben proteso in avanti fra gli arti anteriori e leggermente convesso.

Torace

Ben sviluppato nelle tre dimensioni con coste lunghe, oblique, larghe e abbastanza ben cerchiate con spazi intercostali estesi. Le 4 false coste sono lunghe oblique e aperte. il torace è ben disceso al gomito e la sua altezza corrisponde alla metà dell'altezza al garrese. La sua larghezza, misurata a metà della sua altezza, corrisponde al 35% dell'altezza al garrese e decresce leggermente verso la regione sternale senza formare carena. La sua profondità (diametro sagittale) corrisponde al 55% dell'altezza al garrese. Il suo perimetro supera del 35% l'altezza al garrese.

Profilo inferiore

Il tratto sternale si presenta asciutto, lungo, largo e di profilo disegna un semicerchio a raggio molto largo che caudalmente rimonta in modo dolce all'addome. Il tratto ventrale non è ne retratto ne rilassato e il suo profilo rimonta dal bordo sternale all'inguine in dolce curva. L'incavo del fianco è poco pronunciato.

Coda

Inserita piuttosto alta sulla linea della groppa, grossa alla radice e relativamente affusolata alla punta, se stesa raggiunge e sorpassa di poco il garretto. Portata bassa in riposo, orizzontale o poco più alta del dorso in azione, non deve essere mai incurvata ad anello o alzata a candela. Viene amputata alla 4 vertebra.

Arti

Arti anteriori

Appiombi regolari sia osservati di profilo che di fronte. L'altezza degli arti anteriori al gomito è il 50% dell'altezza al garrese. Ben proporzionati al formato del cane, forti e robusti.

Spalla

Lunga, obliqua, forte, fornita di muscoli lunghi, potenti, ben divisi e netti, è aderente al torace ma libera nei movimenti. La sua lunghezza, dalla sommità del garrese alla punta della spalla, corrisponde al 30% dell'altezza al garrese e la sua inclinazione sull'orizzontale oscilla attorno a 48°/50°. Rispetto al piano mediano del corpo le punte delle scapole sono leggermente scartate fra loro.

Braccio

Il braccio, leggermente più lungo della spalla, forte, con ottimo sviluppo osseo e muscolare, ben saldato al tronco nei suoi due terzi superiori, misurato dalla punta della spalla alla punta del gomito, ha una lunghezza corrispondente al 31/32%, dell'altezza al garrese e un'inclinazione con l'orizzontale di circa 58°/60°. La sua direzione longitudinale è parallela al piano mediano del corpo. L'angolo scapolo-omerale oscilla fra 106° e 110°.

Gomiti

I gomiti, lunghi, molto prominenti, ben aderenti ma non serrati alle pareti del costato, coperti di pelle asciutta, devono, come gli omeri, trovarsi su un piano rigorosamente parallelo a quello sagittale del tronco. La punta del gomito (epifisi olecranica) è situata sulla verticale abbassata dall'angolo caudale (o posteriore) della scapola al suolo.

Avambraccio

L'avambraccio è perfettamente verticale, a sezione ovale, ben muscoloso in particolare nel terzo superiore, con ossatura molto forte e compatta. La sua lunghezza, dalla punta del gomito alla prima articolazione carpiana, è di pochissimo superiore a quella del braccio e corrisponde al 32/33% dell'altezza al garrese. Scanalatura carpo-cubitale molto marcata.

Carpo

Il carpo che, visto di fronte, segue la linea retta verticale dell'avambraccio, è asciutto, largo, mobile, spesso. Al suo margine posteriore l'osso pisiforme è fortemente proiettato all'indietro.

Metacarpo

Il metacarpo, di grossezza alquanto inferiore all'avambraccio, è molto robusto, asciutto, elastico, leggermente flesso (forma un angolo con il terreno di 75° circa). La sua lunghezza deve però superare un sesto dell'altezza dell'arto anteriore al gomito. Visto di fronte segue la linea perpendicolare dell'avambraccio e del carpo.

Piede

Di forma rotonda, con dita molto arcuate e raccolte (piede di gatto). Suole asciutte e dure. Unghie forti, ricurve e pigmentate. Buona pigmentazione anche ai cuscinetti plantari e digitali.

Arti posteriori

Appiombi regolari sia osservati di profilo che di fronte. Ben proporzionati al formato del cane, forti e potenti.

Coscia

La coscia lunga e larga, con muscoli prominenti, per cui la punta delle natiche è ben evidenziata. La sua lunghezza supera il 33% dell'altezza al garrese e la larghezza non è mai inferiore al 25% di tale altezza. L'asse del femore, alquanto obliquo dall'alto in basso e dall'indietro in avanti, ha un'inclinazione di 70° sull'orizzontale e forma con l'asse del coxale un angolo poco più che retto (angolo coxo-femorale).

Gamba

La gamba è lunga asciutta con forte ossatura e muscolatura: la scanalatura gambale è ben evidenziata. La sua lunghezza corrisponde al 32% dell'altezza al garrese e la sua inclinazione dall'alto in basso e dall'avanti all'indietro è di circa 50° sull'orizzontale.

Ginocchio

L'angolo femoro-rotuleo-tibiale è di circa 120°. La sua direzione è parallela al piano mediano del corpo.

Garretto

Largo, spesso, asciutto, netto, con salienze ossee ben evidenziate. La punta del garretto ben pronunciata mostra chiaramente la continuazione della scanalatura gambale. La distanza dalla punta del garretto alla pianta del piede (al suolo) non deve oltrepassare il 26% dell'altezza al garrese. La sua direzione, rispetto al piano mediano del corpo, è parallela. L'angolo tibio-metatarsico è di circa 140°.

Metatarso

Di forte spessore, asciutto, piuttosto corto, cilindrico, è sempre perpendicolare al suolo, sia in profilo che posteriormente. La sua lunghezza corrisponde a circa il 15% dell'altezza al garrese (escluso tarso e piede). La sua faccia interna deve presentarsi priva di sperone.

Piede

Leggermente più ovaleggiante dell'anteriore, ha falangi meno arcuate.

Andatura

Passo lungo, trotto allungato, tratti di galoppo ma con propensione al trotto allungato.

Pelle

Piuttosto spessa, con limitato connettivo sottocutaneo e perciò praticamente aderente agli strati sottostanti in ogni regione. Il collo è pressoché esente da giogaia. La testa non deve presentare rughe. Il pigmento delle mucose e delle sclerose è nero. Il pigmento delle suole e delle unghie deve essere scuro.

Mantello

Pelo

Corto ma non raso, a tessitura vitrea, lucido, brillante, aderente, sostenuto, molto denso, con un lieve strato di sottopelo che s'accentua d'inverno (senza però mai affiorare sul pelo di copertura). la sua lunghezza media è di cm. 2/2,5. Su garrese, groppa, bordo posteriore delle cosce e sulla coda raggiunge cm. 3 senza dar luogo a frange. Sul muso il pelo è raso, liscio, aderente e non supera cm. 1/1,5.

Colore

Nero, grigio piombo, ardesia, grigio chiaro, fulvo chiaro, fulvo cervo, fulvo scuro e tigrato (tigrature su fondo fulvo o grigio di varie gradazioni). Nei soggetti fulvi e tigrati è presente una maschera nera o grigia la cui estensione è limitata al muso e non deve superare la linea degli occhi. Ammessa una piccola chiazza bianca al petto, alla punta dei piedi e alla canna nasale.

Taglia e peso

Altezza al garrese

Nei maschi da cm. 64 a cm. 68. Nelle femmine da cm. 60 a cm. 64. Con tolleranza di cm. 2 in più o in meno.

Peso

Maschi da 45 a 50 Kg. rapporto peso/taglia 0.710 (Kg/cm) femmine da 40 a 45 Kg. rapporto peso/taglia 0.680 (Kg/cm)

Difetti

Ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione delle varie regioni costituisce un difetto, che deve essere penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravità e alla sua diffusione.

Difetti eliminatori

Testa

Parallelismo evidente degli assi cranio-facciali, convergenza molto marcata, facce laterali del muso convergenti, chiusura a forbice, prognatismo accentuato e deturpante.

Tartufo

Depigmentazione parziale.

Coda

Portata a candela o a anello.

Statura

Al di sopra o al di sotto dei limiti indicati.

Andatura

Ambio continuato.

Difetto da squalifica

Testa: Divergenza degli assi cranio-facciali, enognatismo, canna nasale decisamente concava o montonina.

Tartufo: Depigmentazione totale.

Occhi: Depigmentazione moderata e bilaterale delle palpebre, gazzuoli, strabismo bilaterale.

Organi sessuali: Criptorchidismo, monorchidismo, evidente deficenza di sviluppo di uno o di tutti e due i testicoli.

Coda: Anurismo, brachiurismo, sia congeniti che artificiali.

Pelo: Semi-lungo, raso, frangiato.

Colori: Colori non previsti dallo standard, macchie bianche troppo estese.

Nota

I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.

 

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