Allevare.. Sunday, May 18, 2008 Register Login

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L'età del bronzo... Minimize

Sono partito dal semplice amore per il cane, per qualunque cane, e dopo vari anni di peripezie cinofile, mi pare nel mio cuore di tornare sulle prime strade percorse.. Mi guardo attorno e cosa vedo? Una cinofilia logorata dal falso mito della bellezza, una serie di razze canine guardate a volte come mausolei, a volte ridicolizzate nell'estetica senza che nessuno possa o riesca nella pratica a cambiare questo stato di cose.. Si è arrivati come emblema del ridicolo, a richiedere un pedigree perché un cane faccia dell'agility, a far gare separate tra cani di razza e meticci.. Perché? Forse che la capacità di compiere gesti atletici si misura sulla carta? Siamo arrivati a misurare i cani col compasso negli standard, a stabilire scrivendo, come debba essere un cane che si muova correttamente, salvo poi premiare nelle esposizioni cani con la displasia, e quindi incentivarne la riproduzione... Gli effetti delle teoria del trotto, li possiamo ben vedere nei pastori tedeschi di oggi giorno... No comment... Come mai si permette che tutto ciò vada avanti? Come mai si permette che ad allevare siano persone che non hanno il benché minimo senso della dignità, della salute del cane? Perché la gente che vede tutto questo scempio, anziché abbandonare il mondo dei cani di razza, anziché disertare le esposizioni, continua ad oliare questo meccanismo che sta portando alla rovina i nostri cani? .. Visibilità...Ufficialità....Fama....Ignoranza... ecco dove stanno le ragioni della nostra cinofilia.. La gente non sceglie il cane che più lo ispira, non sceglie il cane che lo conquista, ma quello che le riviste indicano come il cane più alla moda, il cane figlio di campioni e bla bla bla... Ma cosa sa questa gente di come si fa un campione? Cosa sa questa gente di quella razza? Avrà seguito tutte le sue evoluzioni all'interno, che spesso portano a una degenerazione o quanto meno a un cambiamento del carattere e dell'estetica, o penserà di trovare un'incarnazione di standard scritti anni e anni prima? Sino a un centinaio d'anni fa, prima che nascessero i primi albi genealogici, i cani venivano classificati principalmente secondo la loro funzione, in cani da presa, cani da caccia (differenziati in soggetti da punta, da riporto, etc..), cani da pastore, da guardia.. Oggi ci vorrebbero far credere che sia ancora tutto così quando iscriviamo i nostri cani all'esposizione e ci dividono per gruppi, ma in realtà quale capacità hanno molti Cani Corsi di oggi di fare realmente la guardia, di atterrare un cinghiale, di placare l'ira di un toro? Quale capacità hanno i collies di oggi di riunire un gregge? gli Yorkshire o i Jack Russell di cacciare topi? Quando va bene la selezione è avvenuta da pochi anni e nella razza esiste ancora qualche ricordo genetico, ma laddove essa sia stata portata avanti da più anni, quasi niente rimane dell'antica fama..  Le razze canine originariamente nascevano in seguito al particolare utilizzo che se ne faceva in una data regione ed in considerazione dell'isolamento geografico e culturale più o meno forte cui era sottoposta la regione di origine.. Così, era logico che in Abruzzo vi fossero molti cani da pastore quanti erano i greggi di pecore, era logico che questi cani fossero cani robusti e dal carattere indomito e scontroso, perché dovevano aiutare l'uomo in un lavoro duro e dovevano proteggere gli agnelli dalla fame dei lupi... Era normale che in Gran Bretagna, paese delle verdi  e umide valli e delle fattorie, venissero allevati cani per la caccia ai ratti e agli animali nocivi.. Le razze nascevano principalmente in relazione alla funzione del cane, e solo secondariamente gli animali cominciavano a somigliarsi, e quando ciò avveniva, era principalmente a causa di un isolamento geografico, oltre che alla mancanza dei grandi contatti sociali che ci sono oggi giorno.. Cosa ha a che fare tutto questo con la presenza di Siberian Husky in Sicilia, dove il sole non li risparmia manco l'inverno? Cos'ha a che a fare questo con la presenza di razze a mantello raso laddove il freddo ti congela e servono i cappotti anche ai cani? L'uomo di oggi ha preso del passato non i significati importanti, ma l'immagine, e se n'è servito per glorificarsi, per guadagnare e circondarsi di falsa magnificenza...

 

 


Razze canine.. Minimize

Un tempo il cane era compagno e aiuto dell'uomo, combattevano fianco a fianco nella vita quotidiana, nel bene e nel male.. Erano tempi di austerità, tempi in cui non c'erano metodi gentili d'educazione, ma tanta severità quanta ne richiedeva la vita stessa alle persone per andare avanti.. Ci si stupirebbe se si potesse leggere la mente di tanta gente all'antica e ignorante, che va a caccia o che educa cani da guardia coi principi di una volta, e spesso con dei calcioni, di quanta umanità siano capaci, di quale amore struggente siano pieni dentro per i loro cani. E si rimarrebbe atterriti se si potesse guardare nel cuore ghiacciato di tanti benpensanti, altruisti, moderni cinofili che sono capaci di blaterare tanto, di non usare mai la forza sul proprio cane, ma sono anche incapaci di amare veramente, di riscaldare l'animo dei loro fedeli amici.. La maggior parte delle razze canine, sono nate dall'esigenza di qualche persona, di avere un compagno più affidabile nel lavoro, migliore sotto certi aspetti pratici.. Prima l'uomo selezionava i cani che meglio riuscivano ad aiutarlo, e cercava in riproduzione di esaltarne i pregi, a dispetto dell'estetica, perchè a quei tempi la bellezza non portava soldi in cassa, non c'erano televisioni, riviste, esposizioni internazionali... Forse la limitatezza di allora, faceva crescere più sagge ed umili le persone, le spingeva ad evolversi, non permetteva che venissero alla luce  i principi sciocchi, la stupidità.. Oggi invece, ragioniamo solo in termini di pubblicità, di commercio, di vanità... Tempo fa si facevano riprodurre solo i soggetti migliori, più in salute, longevi e forti, perchè di queste doti si aveva bisogno, oggi invece si accoppiano i cani che hanno vinto le esposizioni, quelli che sono risultati esenti da displasia con annotazione sul pedigree (anche quando in seguito manifestano problemi..), quelli che fanno vender bene, perchè sennò il cane non ha più ragione d'esistere, dato che bisogna pagare i viaggi per le esposizioni, per andare a far le monte col campione di turno, per le pagine sulle riviste.. Non si premia più il cane che piace, il cane sano, ma quello che fa andare avanti la moda del momento, e se per caso il tipo in questione è un cane malato, con una patologia, la salute della razza degenera con esso.. Al giorno d'oggi non ci si rende più conto di quello che succede.. Il progresso è fatto in maniera tale, che per una persona sia impossbile impossessarsi di tutto lo scibile umano.. Non si può avere cultura su ogni argomento della vita, quindi tende a demandare il lavoro, a prendere per scontato che tutto quello che ci compare davanti, sia frutto dell'evoluzione, e in quanto tale..perfetto. Questa maniera di ragionare sarebbe bella, ma è degenerata in conseguenza dell'imperfezione dell'uomo, in modo a volte catastrofico.. La cinofilia moderna ne è un tipico esempio...

 


la cinofilia punto per punto... Minimize

Standard: è il testo scritto che sintetizza le caratteristiche di razza basandosi su un prototipo e degli ideali, e che fissa dei parametri oltre i quali non andare per non perdere i vantaggi della razza. Questo, che in teoria dovrebbe essere uno strumento utile, in pratica ha racchiuso i cani, la loro intelligenza, i loro sentimenti, in poche parole, li ha confinati all'interno di qualche pagina, di una morfologia, e per di più, ha fatto pensare erroneamente che la forma potesse sempre facilmente corrispondere alla sostanza.. Il peggior limite degli standard, è quello che vengano sfruttati nelle esposizioni di bellezza, per valutare anche la "funzionalità" del cane. Se è vero infatti, che un cane ben costruito, secondo i dettami di chi gli standard ha compilato (che è quasi sempre un fine zootecnico), non altrettanto vero è che l'uomo è infallibile, che i giudici sono sempre preparati sulle razze che giudicano, che gli espositori sono così onesti da presentare animali in perfette condizioni di salute, non sorretti da medicine, artifizi, "truccati"... Facciamo un esempio: quanti giudici nei ring di bellezza, palpano lo scroto del cane per sentire se ha due testicoli perfettamente formati, e se siano veri? In quasi tutte le esposizioni cui ho preso parte, i miei maschi non sono stati controllati.. Inoltre è risaputo che esistano persone disoneste, che in presenza di un difetto del loro animale, siano capaci di imbrogliare, e per questo bisognerebbe sempre valutare se non vi sia per esempio un testicolo al silicone (messo ai monorchidi per non dare nell'occhio...), se il morso di un cane non sia stato corretto con un apparecchio, se le orecchie di un cane non siano state fatte tenere piegate tramite dei pesi.. Ormai però, esiste la consuetudine "di sapere e tirare avanti..". Ho allevato Collies, Cani Corsi, Jack Russell Terrier e in tutte e tre queste razze ogni tanto nascono soggetti non rispondenti allo standard... Nei Collies per es., ogni tanto qualcuno raddrizza le orecchie così come nel Jack Russell, probabilmente per immissioni passate d’altre razze, e gli allevatori usano appesantire i padiglioni con creme, paste, pesetti, e via dicendo.. I padiglioni così trattati, sono sempre facilmente evidenziabili dagli esperti, dato che non saranno mai uno uguale all'altro, e di questo se ne rende conto pure un profano dopo poco tempo, e nonostante tutto, si vedono molti giudici non tenerne conto. Nel Collies ancora, molti soggetti hanno la coda corta e portata troppo allegramente, e stranamente sono anche quelli più pieni di pelo (che qualche razza nordica abbia trovato ospitalità sotto le coperte? ;-) ), ma cosa fanno gli handlers professionisti o improvvisati (i presentatori dei cani agli show)? corrono piano piano di modo da tenere il cane mogio, gli danno piccoli colpetti di spazzola sulla coda et voilà, il gioco è fatto, il giudice è ingannato (o si è lasciato ingannare?), l'apparenza è fatta salva e il campione si può fare... Nel mondo del collie è una cosa tipica quella di togliere la pasta dalla punta delle orecchie solo un attimo prima di entrare nel ring, e in tutte le razze, la presentazione del cane, è divenuta una qualità così importante, da far nascere la professione dell'handler, ma perché? Per presentare al meglio i cani solo di qualità? No...Per presentare il cane anche con vari difetti,  nella maniera in cui più facilmente si potranno avere dei risultati sulla carta! Che cosa è divenuta quindi l'esposizione di bellezza? Lo show dello show... Si è fissato uno standard della razza, cosa che già di per sé è un grosso rischio, perché un limite è un artifizio, un compromesso nato per cercare di evitare mali peggiori, e lo si avvalora non con cani che realmente lo interpretino nei suoi punti fondamentali, ma prendendolo in giro, con cani malsani o con difetti.. Cosa accade in seguito? Che quei cani cominciano a vincere, vengono presi a modello da persone ignoranti che della razza e dei trucchetti sanno poco, e si riproducono a dismisura, ingigantendo il problema.. Lo standard diviene incarnato dal campione di turno, non più dalle parole di colui che l'ha redatto, e si prende quel cane come nuovo punto di riferimento.. Dal momento che poi dai punti di riferimento ci si distacca sempre un po' con l'andar del tempo, le nuove degnerazioni, portano sempre più lontano dall'antico standard.  Il caso a noi conosciuto più emblematico? Il morso leggermente prognato del Cane Corso che lo standard recita debba essere caratteristica di razza. Se come detto, lo standard è un limite posto dall'uomo sulla natura, e in quanto tale è fallibile, bisognerebbe almeno riconoscere in fretta, quando un errore viene commesso, e riparare. Nel Cane Corso un gruppo di soggetti leggermente prognati vennero portati ad esempio e testimonianze di persone che ricordavano di aver sempre visto cani del genere furono ritenute valide, al punto da far pensare corretto, un prognatismo di 0,5 cm.

(Peccato innanzitutto, che in vari libri non sia stato scritto 0,5 cm, ma 1\2 cm, forma che spesso si presta a fraintendimenti, non venendo letto come un mezzo da chi non fosse avezzo all'algebra, ma come margine tra uno e due centimetri.. E si che quando si vuole, certi concetti si rimarcano bene!!!!).  

Domanda: se le razze le crea l'uomo, e questo  vuole solo il meglio, la salute, perché si cerca di fissare o portare avanti, anche ammesso vi sia mai stato, un difetto funzionale dell'apparato masticatorio? Ogni studioso di ortodonzia infatti, potrebbe spiegare facilmente perché il prognatismo sia un difetto strutturale, e quali svantaggi comporti... Non esiste specie animale naturalmente prognata, se non qualche singolo.  Nel cane però, della cui salute si vede, c'importa un fico secco, cerchiamo di selezionare animali malati...

 Ammettiamo però che gli antichi, nella loro ignoranza, avessero anche portato avanti un cane prognato, o che così fossero tutti i cani raccolti nei giorni del riconoscimento della razza.. Come mai l'Enci non va a contare quanti Cani Corsi nascono con chiusura a forbice (inversa o diritta) o a tenaglia, quanti altri Cani Corsi davvero rustici ci sono nelle campagne del Mezzogiorno, pur con tutte le polemiche di oggi, le persone che gridano allo scandalo? Si è creato uno standard in fretta e furia, sulla base di un nucleo limitato di esemplari, e che riscontri sono stati fatti dopo per avvalorare la prima scelta? Come mai nascono società che propugnano l'ortognatismo, riviste di settore e libri pubblicano lo scandalo del finto prognatismo, e nessuno fa niente? Che affidabilità ci può dare uno standard del genere e una cinofilia ufficiale che  nulla fa a riguardo?

E poi, lo standard non fissava indirettamente anche il carattere del cane? o meglio, non doveva forse essere la morfologia, una cornice, la forma, della qualità più importante del cane, la funzione?  Come mai non vi sono prove di funzionalità fissate dall'enci, ma tutto è lasciato alla libera iniziativa delle società specializzate? Come mai i titoli di campione possono essere assegnati a cani di meno di due anni di età? Si può forse a quell'età valutare la resistenza che avranno le articolazioni in tutta una vita? Come si può proclamare campione, finanche di bellezza, un cane che non ha fatto prove di lavoro? Ci siamo scordati che la bellezza in zootecnia, è bellezza funzionale? Perché non la mettiamo dunque alla prova questa benedetta bellezza?  Quanti commercianti si farebbero addosso dalla paura, se sapessero che il loro cane venisse valutato nel lavoro? Quanti soldi perderebbero nel loro commercio di vite? Quanti imbrogli sarebbero smascherati?

Altra domanda: se lo standard di una razza è stato fatto per cani che vivevano in contesti sociali differenti da quelli di oggi, per cani che dovevano compiere lavori diversi e per ciò  avere un dato carattere, è giusto continuare a selezionare nel rispetto di fondamenti non più attuali, dei cani inutili se non pericolosi? Se un tempo le nostre selve, erano piene di cinghiali e in molti andavano a caccia, è giusto selezionare dei cani che poi andranno a fare semplicemente la guardia o saranno da compagnia, con un istinto predatorio che mai potranno sfogare? Non andrebbero gli standard e le tecniche di allevamento, rivisti e corretti, anziché considerarli dei monumenti viventi da prendere sempre come riferimento? Le razze canine si sono evolute fino al giorno in cui non hanno cominciato ad essere riconosciute, ad essere messe su carta, dopodiché è iniziata la loro morte evolutiva.. Ci siamo dimenticati che il cane dev'essere utile all'uomo, che deve essere il nostro compagno? Ed allora cosa ce ne facciamo di Jack Russell ad esempio, con l'istinto di cacciatori così forte che non riescono a star fermi un attimo? Cosa ce ne facciamo di maremmani indomabili ed asociali se non vi sono più pastori che li utilizzino nel loro reale lavoro? Non ci accorgiamo di quanti ve ne sono nei canili? E' giusto eticamente, aver concesso che la razza bulldog inglese arrivasse alla degenerazione di oggi giorno, o che il progresso e la medicina, debbano servire per tenere in piedi delle razze come il mastino napoletano odierno, pieno di pieghe e caricatura di un cane vero? Dove stiamo andando? Questo è progresso? Questo è quello di buono che ci hanno portato gli standards? Complimenti a tutti, soprattutto a quelli che non si ribellano a una cinofilia del genere ma se ne fanno vanto e su questa marciano!!

 

 


Metodi di selezione... Minimize

Con quali strategie d’accoppiamenti sono nate le razze canine? Da dove derivano le differenze di specie, le somiglianze così spiccate tra soggetti di una stessa razza? In una sola parola: consanguineità. Senza l'incrocio con soggetti aventi un dna molto simile al proprio, nessun soggetto avrebbe mai avuto dei figli a sé simili.. Ovunque, in qualunque specie vi siano delle somiglianze, è chiaro che sono avvenuti accoppiamenti in consanguineità, più o meno stretti.. In cinofilia stessa, tutti i libri descrivono le varie tecniche di accoppiamento, parlando di In-breeding, Line-breeding, outcrossing. La maggior parte delle razze (anche il Cane Corso prognato....non quello delle campagne) è stata costituita con l'in-breeding, la forma peggiore  di accoppiamento, la più rischiosa, che prevede incroci fra consanguinei strettissimi (madre-figlio, etc..), ma che permette di fissare velocemente nel dna determinate caratteristiche ritenute (non sa bene da chi e con quale titolo..) desiderabili. Purtroppo il Dna però, non è innanzitutto speculare a quello che noi vediamo e che rappresenta il "fenotipo" animale; il genotipo, l'insieme della sequenza di basi che costituiscono il nostro patrimonio ereditario, è formato anche da geni di carattere recessivo e molto spesso portatori anche di malattie, che sono stati tenuti dalla Natura "in disparte", semplicemente perché laddove comparivano, portavano un indebolimento del soggetto che li manifestava, e quindi la sua morte.. La Natura nei secoli ha quindi messo "all'angolo" i geni portatori di malattie, poi è arrivato l'uomo decidendo gli accoppiamenti tra animali, si è sostituito alla Natura, e con criteri diversi da lei, ha portato avanti frequentemente, animali con patologie che prima sarebbero rimaste "latenti".. In natura così, non potrebbe mai esistere un bulldog inglese, perché morirebbe al primo tentativo di inseguire una preda; non potrebbero esistere quegli animali pesanti e da bellezza che abbiamo creato per il diletto dei nostri occhi, perché nessuna possibilità avrebbero di correre, cacciare, scappare... Ma ragioniamoci meglio: la Natura per millenni, ha agito coi suoi due metodi principali, il caso e la legge del più forte.. Tramite questi due principi, nel lungo periodo, le specie che sono arrivate ai nostri giorni, lo hanno fatto dotate di una certa forza e resistenza, ma altre, molte altre, si sono estinte.. Che cos'a nasconde allora un accoppiamento?

L'accoppiamento tra due esseri viventi porta alla fusione dei loro patrimoni ereditari, per dar luogo a soggetti che posseggono, in proporzioni pressoché uguali, il 50% del corredo cromosomico di ogni individuo genitore (in realtà il crossing over che avviene durante la meiosi e il dna di tipo mitocondriale che sembra possa essere di sola origine materna, sposterebbe un po' l'ago della bilancia in alcuni casi..). Essendo il corredo cromosomico, alla base di tutto ciò che noi siamo, e delle nostre possibilità di evoluzione e sopravvivenza, se l'accoppiamento sarà stato "utile", verrà deciso semplicemente in base alle richieste della natura che ci circonda.. Per fare un esempio banale, se nella savana fossero presenti solo alberi molto alti, solo le giraffe più alte e che potessero nutrirsi, sopravvivrebbero, dunque sarebbero favoriti quegli accoppiamenti con soggetti portatori del gene dell'altezza.. Se in quel dato contesto, nel momento in cui venissero a scarseggiare le piante più basse e facilmente raggiungibili, gli accoppiamenti per puro caso, avvenissero con le giraffe portatrici del gene della "bassezza", la specie rischierebbe l'estinzione. La consanguineità cosa fa? Rimarca una data caratteristica nel dna di un certo soggetto, e se gli accoppiamenti in questo modo  si ripetono, non solo una caratteristica verrà accentuata, ma con essa tante altre cui magari nemmeno si dà molto peso (finché non servono). Se l'ambiente che ha portato alla consanguineità, selezionando nell'esempio le giraffe più alte, non cambiasse mai, e non cambiassero mai gli animali, tutto resterebbe inalterato.. Però così non va mai.. La natura è fatta di tante componenti.. L'ambiente naturale spesso cambia per cambiamento delle condizioni climatiche, per intervento dell'uomo o di altre specie animali, spesso vi sono mutazioni del corredo cromosomico, ed a quel punto chi è avvantaggiato? Chi possiede un dna il più vario possibile, perché potrà attingere a tante risorse, mentre chi avrà un dna meno vario, o andrà bene a fortuna, o soccomberà. Gli accoppiamenti in out-crossing, cioè tra soggetti non consanguinei, con dna quasi totalmente differenti, sono quelli allora, che danno maggiori "possibilità" alle specie, in termini di risorse a cui attingere per far fronte alla natura, a situazione avverse. Molte specie si estinguono perché cambia il contesto geografico in cui vivono, e loro non hanno sufficienti risorse nel proprio dna a cui attingere, molto spesso proprio a causa dell'eccessiva consanguineità...

Se in Natura tutto avviene un po' per caso, un po' secondo la legge del più forte, che fa sì che a sopravvivere siano solo gli elementi "vincenti", quelli forti o portatori di caratteristiche desiderabili, quando s’intromette l'uomo e lo fa secondo dei canoni che non hanno nulla di scientifico, tutto si complica.. Cosa accadrebbe infatti se provassimo a lasciare qualche giorno o settimana in natura, libero e senza aiuti, un maremmano abruzzese ed un bulldog inglese? Che il primo, selezionato secondo dei canoni di robustezza, s'inselvatichirebbe, con grande difficoltà, ma per lo più, resisterebbe in una maniera o nell'altra, mentre il secondo non avrebbe alcuna chance, perché abbiamo portato avanti una razza malata che abbisogna del nostro intervento per tenersi  in vita, e che nessuna possibilità avrebbe di vivere senza di noi. Lo stesso discorso si potrebbe fare per tante caratteristiche che l'uomo porta avanti nei propri animali, per proprio vantaggio o comodità.. Così la codardia, le masse muscolari eccessive, il prognatismo vero, le articolazioni deboli, il sistema cardiovascolare fragile, le retinopatie, l'epilessia ed altre patologie, vengono portate avanti e fissate nei nostri animali, come se gli stessimo dando una croce che decreta la morte di tanti, e di altri rappresenta solo un corredo scomodo per il futuro... Noi, con la nostra prepotenza, con la nostra indifferenza, ci riteniamo a tal punto padroni del mondo e della vita degli altri, da infliggere morti, dolori e condanne...

Cosa dovremmo fare invece? Selezionare specie animali resistenti e forti, che stiano facilmente in vita, e cioè che siano necessarie e sufficienti prima di tutto a sé stesse.. Dovremmo avere per gli altri cioè, lo stesso rispetto che abbiamo per noi stessi, specie umana.. L'uomo nella sua intelligenza, avrebbe le capacità per stabilire cosa sia più vantaggioso per una specie animale, e potrebbe davvero, come in un ideale divino, governarle e salvaguardarle, scegliendo per loro la via più giusta di salvezza.. A volte potrebbe essere opportuna e giusta la consanguineità, che fisserebbe dei tratti desiderabili magari anche comparsi per caso, tramite una mutazione, ma per lo più si dovrebbe cercare di mantenere il corredo cromosomico il più vario possibile, per dare nel lungo periodo, il maggior numero di possibilità di sopravvivenza.. Pensiamoci bene quindi quando ricorriamo alla consanguineità, quando andiamo ad utilizzare per le monte, lo stesso maschio che tutti usano, magari perchè ha un titolo di campione, perchè anche in quel modo stiamo facendo consanguineità anche se in modo differente, e rendiamoci conto che stiamo togliendo qualcosa al patrimonio di una specie, e che da quel momento in poi, la responsabilità di ciò che succederà sarà nostra.. Non pensiamo solo al nostro immediato benessere, ma a quello di tutti i discendenti di quell'animale! Diamo ai nostri animali le stesse possibilità che vorremmo per i nostri figli!

 

 


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